La protesta
L’ex sindaco di Grosseto: «Quando Silvio salendo sul palco mi disse di darmi una pettinata»
L’aneddoto della campagna elettorale del ’97
GROSSETO. Alessandro Antichi e Antonfrancesco Vivarelli Colonna, i due sindaci di centrodestra del Comune di Grosseto, aprono l’album dei ricordi, all’indomani della scomparsa di Silvio Berlusconi.
«Ho conosciuto Berlusconi – dice l’avvocato Alessandro Antichi, che ha guidato la città dal 1997 al 2005 – in occasione della fondazione di Forza Italia, avvenuta nel marzo 1994, anche se in realtà il lavoro di costruzione del movimento era già nell’ottobre del 1993. Berlusconi non era sceso subito in campo alla guida del movimento, che fu istituito da Giuliano Urbani, Marzano, Antonio Martino e anche il professor Pera».
«Il primo vero contatto personale – aggiunge Antichi – su in occasione del comizio per la campagna elettorale 1997. Non si era mai vista tanta folla in piazza Dante-piazza Duomo, in un comizio di due ore e mezzo con un grande entusiasmo. «Il nostro rapporto è proseguito in maniera diretta. Nelle regionali del 2005 – prosegue Antichi – ci siamo incontrati e ci siamo sentiti alla fine delle elezioni, finite con una nostra sconfitta votazioni. Perdemmo quelle elezioni e Silvio mi chiamò per dirmi “Andiamo avanti, siamo forti”.
Il rapporto tra i due politici proseguì negli anni: «L’ho incontrato spesso nelle riunioni delle delegazioni dell’Anci. È sempre stato cordialissimo e si è sempre ricordato di Grosseto, di quella giornata in Maremma e dell’entusiasmo in quel comizio». Alessandro Antichi tira fuori anche alcuni gustosi aneddoti, legati a quel comizio: «Ci stavamo preparando in piazza. A quell’epoca avevo ancora i capelli, m’ha guardato e m’ha detto con un sorriso: “Datti una pettinata”, e mi ha allungato il pettinino. Poco dopo, sul palco, riferendosi alla gente, ha detto “Il nostro candidato ha la barba. Le cose sono due, o è un filosofo o un cog…. ». Antichi chiude parlando del personaggio politico Berlusconi: «È stato bravo a cavalcare un’onda che già c’era nel Paese. Segni, il nostro candidato a presidente del Consiglio dei ministri, non capì quello che stava per accadere e nell’ottobre del 1993 e declinò l’invito. Silvio Berlusconi capì al volo il cambiamento in atto in Italia, di stampo liberale, senza che si vergognasse di un progetto che era improntato sui rapporti tra lo stato e il cittadino. In questi anni ha cercato di puntare sul rapporto umano, anche se il suo atteggiamento è stato equivocato dagli altri leader dei partiti, teneva insieme le diversità. Ha voluto il centrodestra unito, un progetto comune che sta dando i suoi frutti».
«Se n’è andato un grande della storia d’Italia – dice il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna – È stato un colpo molto duro, sono commosso e addolorato», Vivarelli Colonna racconta di aver conosciuto il Cavaliere di Arcore tramite Franco Mugnai a Roma, quando ero in campagna elettorale per le elezioni amministrative del 2016: «Ricordo che rimanemmo un’ora nel suo ufficio. Durante quella chiacchierata mi chiese anche chi me l’avesse fatto fare. Mi dette il suo appoggio e diventai sindaco per la prima volta al ballottaggio dopo un accordo con i Cinque stelle. All’indomani della mia elezione mi chiamò e mi chiese come avevo fatto a trovare un’alleanza con i 5s. Il nostro amico comune era il ministro Matteoli. Dalla morte di del parlamentare si sono rarefatte le possibilità di incontro. L’ultima volta che l’ho sentito fu nella serata di chiusura della campagna della Ceccardi a Firenze. Mi fece un saluto telefonico. Silvio Berlusconi, però, non si è mai dimenticato del mio compleanno: ogni anno mi regalava delle cravatte pregiate della Marinella di Napoli. È una bella cosa il fatto che si ricordasse del mio compleanno». Vivarelli Colonna aggiunge che «Berlusconi ha sempre incarnato l’emblema del politico ispiratore, un imprenditore che ha dato da mangiare a migliaia di famiglie, che ha sempre pagato le tasse; un personaggio che ha fatto la storia Italia con un carisma unico e un modo tutto suo di godersi la vita».
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