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Grosseto, trecento famiglie senz’acqua per irrigare i loro giardini

di Maurizio Caldarelli
Giardini a secco della zona di Verde Maremma e i tubi del pozzo accatastati in attesa di tornare in funzione (foto Agenzia Bf)
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Giardini a secco della zona di Verde Maremma e i tubi del pozzo accatastati in attesa di tornare in funzione (foto Agenzia Bf)

Sos Verde Maremma: torna il problema irrisolto del pozzo

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GROSSETO. Arriva l’estate e tornano puntuali i problemi con l’acqua del pozzo per i residenti del Verde Maremma. Il maggio piovoso ha dato nuova vita ai giardini della zona, ma con il caldo in arrivo la situazione rischia di precipitare come nella passata stagione, quando il quartiere fu ribattezzato “Secco Maremma”.

Le 300 famiglie che utilizzano il pozzo n°24 – passato in gestione a un super amministratore dal 2018 dopo che una legge regionale l’ha tolto dalle competenze del Comune e Sistema (la sua partecipata) – sono senz’acqua. A fine agosto 2022 la ditta Galli ha provveduto a togliere la pompa di trenta cavalli che serve per irrigare il verde dalla zona del centro commerciale di via Castiglionese fino alla Fondazione Il Sole. La pompa e quattro tubi d’acciaio per 60 metri sono nel magazzino dell’azienda in attesa di risposta a un preventivo di 4.400 euro più Iva per la sistemazione. Cinquanta famiglie interessate al problema si sono riunite per discutere del problema, ma senza venire a capo a niente. «La cosa più importante – sottolinea Maria Rosaria Venturini, che da anni si batte per risolvere la questione con il Comitato Verde Maremma – è che siamo senza pozzo dal 31 agosto scorso. Avevamo avuto l’acqua d’estate per innaffiare i giardini dal 21 luglio al 21 agosto, poi tutto è saltato per contatti elettrici che mandavano in tilt la pompa». Un po’ troppo poco in un’estate caldissima, tanto che alcuni giardini (quelli più grandi, di concessione comunale) sono stati rovinati, mentre per quelli più piccoli, contravvenendo alle regole, qualcuno ha usato acqua potabile. In passato avevamo l’acqua da fine aprile a fine ottobre. L’amministratrice, chiamata in causa, fa sapere che in realtà l’acqua è stata messa a disposizione dei cittadini nei tempi richiesti, ma la tubatura è vecchia, piena di buchi, e ha fatto saltare continuamente l’erogazione d’acqua. Un problema quello delle rotture che era stato oggetto di riunioni ma senza trovare soluzioni, perché le famiglie stentano a pagare quanto richiesto. Solo il 10-20 per cento in questi anni ha pagato regolarmente i 48 euro annuali (in condomini più piccoli si è scesi a 30) per usufruire del servizio idrico, motivo per cui l’amministratrice, dopo aver provato a risolvere la questione, si è chiamata fuori. È stato spiegato che gli amministratori dei condomini o super condomini sono chiamati a gestire proprietà private mentre il pozzo è comunale, anche se l’amministrazione ha smesso di occuparsene. E l’amministratore, nonostante i tentativi effettuati (anche a costo di chiedere i soldi porta a porta), non ha gli strumenti, il titolo per riscuotere le rate del pozzo. L’erogatore d’acqua ha un’estensione importante, serve più un quarto di famiglie del Verde Maremma che vivono nelle vie Uranio, Antimonio, Ametista, Alabastro e arriva dopo la scuola media, mentre solo 3-4 sono i pozzi privati. L’amministratrice riferisce di aver chiamato in causa in questi ultimi anni anche due assessori comunali, senza aver ricevuto consigli o proposte su come gestire questa annosa situazione, che rischia di esplodere, dopo che pompa e tubature sono state tolte dal loro vano, senza nessuno che al momento attuale può garantire il pagamento della riparazione.

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