Gioco
Omicidio in villa a Istia d’Ombrone domani l’autopsia sul corpo di Pina
Proseguono le indagini dei carabinieri per accertare la dinamica del delitto
GROSSETO. È partito il conto alla rovescia per l’autopsia sul corpo di Giuseppina De Francesco, la 76enne uccisa giovedì nella villa di famiglia a Istia d’Ombrone. L’esame verrà ufficialmente assegnato e svolto domani e potrà fornire agli inquirenti informazioni necessarie a individuare la mano che ha brandito l’arma di un delitto per il quale non c’è ancora un indagato.
Per il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna era chiaro fin dal primo sopralluogo che si trattasse di omicidio. De Francesco (detta “Pina” o “Pinuccia”) era stata trovata dalla figlia 50enne Benedetta Marzocchi al primo piano della villa.
Secondo una prima ricostruzione, la violenza contro l’anziana sarebbe cominciata nella camera da letto: una colluttazione, colpi alla testa con un oggetto contundente che non sarebbe ancora stato trovato. Da lì De Francesco avrebbe tentato di fuggire nella stanza accanto, dov’è stata infine rinvenuta cadavere in posizione prona e in un lago di sangue, accanto a un mobile e uno specchio rotto.
Marzocchi, che i carabinieri avevano trovato in stato di choc, è stata ricoverata nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Lì avrebbe detto al personale medico di aver subito un’aggressione; racconto al quale poi, il giorno seguente, avrebbe aggiunto ulteriori dettagli, parlando di uomini con il capo coperto.
Sul suo corpo sono state riscontrate numerose lesioni. Ma la sua versione non avrebbe convinto gli inquirenti fino in fondo.
Quella stessa mattina era arrivato in taxi alla villa Alessandro Marzocchi, ex notaio in pensione, marito di De Francesco e padre di Benedetta.
All’appello dei militari mancava Alfonsino, l’altro figlio della coppia, che è stato poi rintracciato fuori città e ha fatto ritorno a Grosseto per essere ascoltato a Sit (sommaria informazioni testimoniale).
Il paese aveva assistito attonito al viavai di lampeggianti, Ris, medico legale e operatori del servizio di zooprofilassi della Asl per prendere in custodia il cane. La famiglia si era allontanata dal paese una dozzina di anni fa con decisione presa quando un componente della famiglia era stato protagonista di un episodio di danneggiamento che aveva segnato la notte di un Natale e che aveva turbato tutta la comunità.
I Marzocchi erano tornati stabilmente in Maremma da poco più di un anno, ma da allora Benedetta si era arroccata nella villa, dove aveva scelto di stabilirsi definitivamente per dedicarsi alla cura dei terreni agricoli circostanti.
La morte di De Francesco ha colpito come un fulmine a ciel sereno anche la Croce Rossa, di cui la donna era stata una storica volontaria per quasi quarant’anni, e il Rotary Club, di cui il marito era stato presidente negli anni Ottanta.
Il giallo sull’omicidio dell’anziana presenta molti aspetti ancora da chiarire. Le indagini proseguono senza sosta, e l’autopsia di domani potrebbe fornire elementi decisivi.
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