Il Tirreno

Grosseto

Lutto

L’ultimo saluto al patron Palmiro Bosi presidentissimo dell’Unione sportiva di Orbetello

di Paolo Mastracca
L’ultimo saluto al patron Palmiro Bosi presidentissimo dell’Unione sportiva di Orbetello

In lutto l’intero mondo del calcio lagunare, Palmiro è stato presidente dell’Us Orbetello dal 2010, ha interpretato tale ruolo con il suo stile unico, inimitabile e insostituibile

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ORBETELLO. Palmiro Bosi se n’è andato domenica sera all’età di 57 anni. Se l’è portato via una malattia tanto rapida quanto crudele lasciando sconcertati tutti gli orbetellani.

Palmiro è stato presidente dell’Us Orbetello dal 2010, ha interpretato tale ruolo con il suo stile unico, inimitabile e insostituibile, uno stile che rispecchiava la sua personalità e il suo modo di essere dove l’aspetto apparentemente burbero non era altro che un modo per celare la sua grande generosità, la passione e l’amore per la sua famiglia e per il suo club che in realtà era diventata un’altra famiglia, perché chi indossava la gloriosa maglia dell’Us Orbetello 1908 entrava a far parte di un contesto di condivisione in cui l’unico leader indiscutibile era lui, Palmiro Bosi, chiamato affettuosamente “Palmi”.

È per questi motivi che la sua prematura scomparsa ha lasciato tutti sconcertati, sebbene da qualche settimana circolava la voce che le sue condizioni di salute erano critiche. Palmiro era una di quelle persone che sembrano eterne per la straordinaria capacità che hanno di saper creare legami forti e indissolubili che possono avere anche momenti di crisi ma che, parafrasando il testo di una canzone di Venditti, fanno dei giri immensi e poi ritornano.

Una prova in tal senso è il legame con lo storico allenatore dell’Orbetello Alfredo Carotti che ricorda: «Mi ha chiamato e mandato via in tante occasioni, non ricordo neanche quante, una volta mi ha esonerato dopo la prima giornata ma il nostro legame di amicizia è sempre rimasto forte e solido. Sono andato a trovarlo sempre in questo periodo, ero con lui anche poche ore prima che ci lasciasse, l’ho chiamato presidente e mi è venuto in mente quando qualche anno fa, in un periodo in cui non ero allenatore dell’Orbetello, quando volle premiarmi allo stadio Vezzosi, i nostri sguardi si incrociarono ed avevamo entrambi gli occhi lucidi ma furono in pochi ad accorgersene».

Per far brillare in maniera palese gli occhi di Palmiro occorreva parlare della sua famiglia, la moglie, Olivia Costantini e i figli Gianmarco, Alessandro e Valentina. Diego Di Chiara, uno dei suoi fedelissimi rammenta: «Mi diceva sempre che ero il quarto figlio, è stato il primo a credere in me come allenatore, per me c’è solo un presidente, Palmiro Bosi».

Con la moglie e i figli ha creato uno studio di servizi medici. Il dottor Edoardo Laiolo è legato a Bosi sia per motivi professionali e sia per la comune passione calcistica: «Palmiro se ne è andato troppo presto per non lasciare un vuoto enorme nel cuore di chi lo ha conosciuto e vissuto, e di chi gli ha voluto bene. Mancherà la sua ironia, la sua forza istrionica, il suo modo di essere che metteva al primo posto la famiglia, il lavoro e l’amicizia. Ciao Palmiro, grazie per tutto quello che sei stato e che continuerai ad essere perché le persone come te non muoiono mai».

Mirko Roncucci parla con la voce strozzata dall’emozione in duplice veste, a nome dell’amministrazione comunale di Orbetello (è consigliere di maggioranza) e per essere stato il capitano dell’Us Orbetello: «L’amministrazione comunale si stringe con un caloroso abbraccio alla famiglia di Palmiro e all’Us Orbetello, il club più storico della provincia di Grosseto fondato nel 1908. Sotto l’aspetto personale sono coetaneo di Gianmarco e praticamente conosco Palmiro da sempre, essere il capitano con lui presidente è stato un immenso onore e mi sento di dirgli grazie per tutto quello che ha fatto».

Nella marea dei ricordi interviene anche Lorenzo Ferrigato: «Mi sento in dovere di parlare a nome dei tanti suoi fedelissimi ragazzi orbetellani. Chi lo ha conosciuto veramente per quello che era, ovvero una persona dal cuore grande che se c’era bisogno non si tirava indietro ad aiutare, non poteva non volergli bene. Aveva il suo carattere molto particolare ma gli abbiamo voluto bene anche per questo motivo».

Roberto Fratini è l’allenatore che un anno fa salvò l’Orbetello dalla retrocessione in una indimenticabile sfida playout contro i cugini dell’Argentario, Fratini ricorda: «Abbiamo vissuto intensamente quelle sfide, è stata una delle poche volte in cui era realmente soddisfatto. Palmiro a volte sembrava scostante ma invece era molto buono e disponibile e posso testimoniarlo anche sul piano personale perché quando è stato necessario la sua mano c’è sempre stata».

I funerali sono oggi alle ore 15 nella chiesa di Neghelli. Il mondo di Palmiro sarà lì a salutarlo e sembrerà di vedere quello che ha scritto Marco Capitani ricordando che «con un’occhiata delle tue si capisce al volo quello che vuoi far capire».


 

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