Attenzione
Grosseto, scomparve da casa oltre 10 anni fa: sarà dichiarata “morte presunta”
Seggiano: si chiude così la drammatica vicenda cominciata nella notte tra il 19 e il 20 dicembre 2012
SEGGIANO. Il Tribunale di Grosseto è chiamato a dichiarare la morte presunta di Alis Bartolomei.
Dopo dieci anni si chiude così la drammatica vicenda cominciata nella notte tra il 19 e il 20 dicembre 2012, quando l’anziano (all’epoca aveva 84 anni), malato di Alzheimer, uscì dalla casa in località Pescina dove aveva vissuto per 23 anni insieme alla moglie Fegra per non fare mai più ritorno.
Ad accorgersi della sua mancanza fu il figlio, sceso a preparargli la colazione alle 6,30. È certo che si fosse allontanato fra le 3 e le 3,30 della notte in quanto le telecamere lo avevano ripreso mentre si calava da una finestra e si dirigeva con passo incerto verso i boschi. Con sé aveva una coperta e un libro.
Contadino e grande cacciatore di cinghiali, sulla sua carta d’identità c’era scritto: ritirato dal lavoro. Fino all’ultima estate aveva curato lui la vigna di famiglia, così come i peschi insieme alla nipote Manuela; all’epoca, una bambina.
Sulle sue tracce si misero i carabinieri, la Misericordia, la Protezione civile, i vigili del fuoco, anche con l’elicottero, e addirittura i sommozzatori. Sulle colline intorno al paese furono impegnate le unità cinofile di Firenze, Grosseto, Livorno, Pisa e Prato. Fu svuotato anche il vecchio fontone pieno d’acqua dell’ex vivaio forestale, si passarono al setaccio altri pozzi nelle vicinanze.
Nel complesso fu coperta un’area di circa 240 ettari con l’impiego di 145 operatori raggruppati in 28 squadre e con l’utilizzo di sei unità cinofile. La Struttura tecnico operativa coordinata dalla Prefettura, non avendo ritrovato nuove tracce, né disponendo di ulteriori elementi di informazione sulla possibile presenza della persona scomparsa, prese la decisione di interrompere le ricerche il 28 del mese.
Proseguirono, invece, le attività informative e investigative, ma l’ipotesi ancora oggi più probabile rimane che – purtroppo – il suo corpo sia stato preda degli animali del bosco.
Il suo caso fu raccontato anche a “Chi l’ha visto?”. Perché ad altre persone nelle sue condizioni non si ripetesse ciò che era accaduto a lui, a giugno 2013 fu attivato anche a Grosseto il progetto Diogene, concepito per monitorare i malati di Azheimer con un sistema di rilevamento e posizionamento satellitare tramite Gps.
A norma di legge, tuttavia, Alis Bartolomei è ancora formalmente vivo.
Dopo la sua scomparsa e la morte della moglie fu il figlio a essere nominato curatore speciale dei suoi beni. Nedo Bartolomei (oggi proprietario della casa) si è quindi affidato nuovamente all’avvocato Domenico Finamore, del Foro di Grosseto, per far dichiarare la morte presunta del padre Alis. Il Tribunale ha quindi disposto la pubblicazione della domanda (anche sull’edizione di domenica 4 de Il Tirreno) con invito a chiunque abbia notizie dello scomparso a farle pervenire al Tribunale di Grosseto, entro 6 mesi dall’ultima pubblicazione.
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