Il Tirreno

Grosseto

L’incidente

Grosseto, ciclista ucciso sulle strisce: donate le cornee di Cinelli

di Matteo Scardigli
La salma di Cinelli portata via dal luogo dell’incidente (foto Agenzia Bf)
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La salma di Cinelli portata via dal luogo dell’incidente (foto Agenzia Bf)

Il 72enne originario di Roccalbegna aveva comprato la bici proprio quando era andato in pensione. Michele “Ape” Rossi negativo all’alcoltest: «Non l’ho visto, non ho frenato»

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GROSSETO.  «Non trovo le parole», confessa, commosso, Aldo Falconi. Il cugino di Amerigo Cinelli, il pensionato 72enne amante della bici investito e ucciso due giorni fa sulla strada del Poggione da Michele “Ape” Rossi, ha deciso – insieme alla famiglia – per l’espianto: «Era una persona eccezionale, vogliamo donare le sue cornee».

Cinelli era stato dipendente della Tioxide di Scarlino. Originario di Roccalbegna, si era trasferito anni fa a Grosseto per stare accanto all’anziana madre Ilia Falconi, accanto alla quale si sono stretti nel dolore amici e parenti.

«Amerigo aveva comprato la bici proprio quando aveva smesso di lavorare. Ogni volta che tornava qui, nella frazione di Cana dov’era nato, quando non faceva vita di paese insieme ai vecchi amici montava in sella per farsi un giro», ricorda Falconi, precisando che «sarebbe dovuto venire tra qualche settimana, per trascorrere qui l’estate come faceva sempre».


Persona riservata, appassionata di sport e amante della Juventus, Cinelli non aveva mai formato una famiglia propria «ma era sempre disponibile per aiutare tutti; che fosse in auto o a piedi, o (appunto) in bicicletta», ricorda ancora il cugino, che ieri si era recato all’obitorio dell’ospedale Misericordia per il riconoscimento della salma, che verrà restituita alla famiglia a conclusione dell’iter giudiziario.

“Ape”, nel frattempo, è uscito dall’ospedale, dov’è risultato negativo all’alcoltest. Giovanni Livio Sammatrice, il suo avvocato, lo descrive come «ancora più sotto choc rispetto al giorno prima».

Ieri, al suo assistito (indagato anche per occultamento di cadavere, che si troverebbe nel suo campo in via Giordania), sono stati notificati i verbali dello scontro. Poi ha parlato: «Ha raccontato di essersi fermato, poco prima del luogo dell’impatto, per un bisogno fisiologico; quando è ripartito non andava a velocità sostenuta», afferma Sammatrice, che poi precisa: «Ha detto di non aver visto niente a causa delle siepi (all’intersezione fra strada e pista ciclabile, in corrispondenza delle strisce sulle quali attraversava Cinelli) e quindi di esserselo trovato davanti all’improvviso: non ha frenato».

I segni di pneumatico rilevati ieri dopo l’incidente, quindi, secondo questa versione non sarrebbero quelli della vecchia station wagon Opel di Rossi.

Il legale di Ape, in attesa della ricostruzione della dinamica da parte degli agenti della polizia municipale, torna ad aggiungere dettagli al racconto del suo cliente: «Crede che il ciclista possa aver frenato di colpo, cadendo sul tettuccio della vecchia auto; che si è piegato schiacciandolo sul volante e impedendogli di vedere, rompendo il parabrezza che lo ha ferito a una mano».

La famiglia di Cinelli resta in attesa di conoscere la verità su quanto accaduto. Ape non è in arresto, ma rimane indagato per omicidio stradale.

 

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