Addio all’ex primario Barlocco: ha curato generazioni di bimbi maremmani
Scomparso a 76 anni. I ricordi: «Viveva per la medicina, il suo hobby era quello»
GROSSETO. Ha curato generazioni di bambini asmatici. Il suo hobby? Era il suo lavoro, fare il pediatra. E lo ha fatto praticamente fino a che la salute glielo ha permesso. Si è spento all’età di 76 anni, Ezio Gabriele Barlocco, una vita spesa a curare generazioni di bambini.
Si era laureato in medicina nel 1972 all’università Cattolica del Sacro Cuore a Roma. Nel 1978 aveva preso la specializzazione in pediatria. Da quel momento aveva dedicato la sua vita ai bambini. Aveva iniziato la sua carriera di medico a Grosseto. Nel 1980 ottenne l’idoneità a primario di pediatria. Amava migliorare e per questo seguiva corsi di aggiornamento, master.
Dalla Toscana arrivò a Verona. Era il 1981. Qui fino al 1993 sarà aiuto al centro Fibrosi cistica e malattie respiratorie e intestinali croniche di Verona.
Erano moltissimi i bambini di Orbetello che andavano a farsi curare da lui a Verona. Non importava la lontananza del viaggio. Bastava che i piccoli venissero curati da Barlocco. Sempre a Verona divenne direttore di modulo della terapia intensiva neonatale e pediatrica. Nel 1996 il suo ritorno all’ospedale Misericordia di Grosseto, come primario dove resterà fino al 2011, anno della sua pensione. Con la pensione, però, non venne certo meno la sua dedizione alla professione.
I ricordi
Tanti i messaggi di cordoglio per la scomparsa del medico. «Viveva per la medicina – dicono gli amici – la sua vita, il suo hobby era quello. Non c’era altro se non la medicina e i bambini». «Tra le sue tante opere di bene – ricorda un collega – ha fatto la più importante: ha sicuramente ridotto l’indice di mortalità neonatale nella nostra provincia». Non solo passava la sua vita lavorando, ma non si sottraeva mai a un consulto, a un consiglio. A nessuno negava il suo numero di telefono. Lo potevano chiamare sempre, di giorno e di notte. Incarnava l’essenza del medico che fa la sua professione solo per curare chi soffre, per cercare di migliorare le condizioni di chi sta male. «Era un punto di riferimento per moltissimi genitori – ricorda la collega Monica Paffetti – che partivano da Orbetello e portavano i loro bambini a Verona per essere curati da lui. Curò anche mio figlio che aveva un problema importante a una gamba. Un grande professionista che ha lavorato sempre». «Nel 2000 – racconta ancora un amico fraterno – quando si entrava nel nuovo secolo e c’era il pericolo che i computer andassero in tilt, le nostre famiglie trascorsero la fine dell’anno insieme. Lui fece due viaggi a Grosseto per essere sicuro che il suo pc non subisse danni, che i dati dei suoi pazienti non andassero persi. Preferì fare così che trascorrere la serata tranquillo al ristorante con gli amici».
Nel 2014, per un breve periodo, entrò nello staff di Terme di Comano come esperto in malattie allergiche e dermatite atopica dei bambini. Nella vita privata, era una persona di compagnia anche se i momenti di svago erano pochi rispetto a quelli passati con il camice addosso, come detto.
Negli anni scorsi era stato colpito da un male che poi aveva sconfitto. Almeno così sembrava. Circa due mesi fa la malattia si è ripresentata e non gli ha lasciato scampo.
L’ultimo saluto. I funerali di Barlocco saranno celebrati domani, alle 15, nel Duomo di Orbetello.
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