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Eccellenze in vigna

Moira Guerri e l’arte del vino: «Ho il sangiovese nelle vene». A Magliano l’impresa di un’imprenditrice di successo

di Ivana Agostini
Moira Guerri, 48 anni, titolare dell’azienda Celestina Fè a Pian dei Pini
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Moira Guerri, 48 anni, titolare dell’azienda Celestina Fè a Pian dei Pini

Il suo sogno è sempre stato quello di avere un vigneto e produrre vino. Non si è mai arresa e adesso è un’imprenditrice vitivinicola: «Non ho studiato, ho sempre rubato con gli occhi». Nella sua vigna lavorano quattro donne

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MAGLIANO. La sua prima bottiglia di vino l’ha realizzata a 13 anni. A 14 si prese la responsabilità di fare il vino per la sua famiglia: il suo sogno è sempre stato quello di avere un vigneto e produrre vino. Non si è mai arresa e adesso è un’imprenditrice vitivinicola. Lei è Moira Guerri, titolare dell’azienda Celestina Fè a Pian dei Pini, a due passi da Montiano, nel comune di Magliano in Toscana.

«L’impresa porta il nome di mia nonna, la donna che mi ha ispirato perché, benché fosse del 1903, era un’imprenditrice e ho sperato che questo nome mi portasse bene».

Moira ha 48 anni e nel suo sangue il rosso è quello del sangiovese. Ha dovuto combattere contro i pregiudizi di un mondo contadino che non lasciava molto spazio alle donne come titolari di un’azienda. Lei però, nonostante gli studi da operatrice turistica e una laurea in lingue e letteratura, non si è mai arresa: voleva fare il vino, ha vissuto e vive per quello.

Celestina le ha trasmesso l’amore per la terra, l’emozione di piantare, di rispettare i cicli della natura, l’umiltà di raccogliere quello che può offrirti, aiutarla e sostenerla e non violentarla andando contro il suo equilibrio. Ogni nuova vite, ogni raccolto è per lei una rinnovata emozione, un nuovo amore che sboccia.

Moira ha fondato la sua azienda quando aveva 24 anni, nel 1999. Acquistò il suo podere a Pian dei Pini. Non c’era nulla e lei dormiva inizialmente nell’ex pollaio ma non le interessava: sapeva che quello era il suo posto, il podere che aveva sempre desiderato e cercato.

Così ha piantato il suo primo vigneto e ha aspettato. Non ha mai studiato per fare il vino. Nessuno studio da enologa, da perita agraria.

La sua guida sono stati gli anziani del paese a cui, sin da bambina, chiedeva come si faceva il vino. Sono stati loro la sua memoria storica. «Non ho studiato – dice – ho sempre rubato con gli occhi». L’elemento aggiunto dei suoi vini è l’amore che ci mette, il rispetto dei tempi della natura. «Per fare un grande vino – racconta lei – bisogna essere generosi e non egoisti. La natura saprà sempre ricompensarti per la prosecuzione della vita del vigneto. Bisogna rispettare i tempi della terra. Noi produciamo il vino come si faceva una volta. Questo è il motivo che ci ha spinti a non utilizzare più concimi per i nostri vigneti. Il vino non viene filtrato. Questo da sempre, anche quando qualcuno storceva il naso se lo dicevo. Nelle nostre vigne vengono ammessi solo trattamenti contro le malattie che l’agricoltura biologica consente. I nostri vino non subiscono aggiunte di elementi vitaminici».

Il suo primo vino Moria lo ha prodotto nel 2003. Non aveva ancora la sua cantina. Ne prese in affitto una porzione e fece il suo vino, 3mila bottiglie che chiamò come la nonna, Celestina Fè. Un prodotto che ha avuto e continua ad avere un grande successo nel mondo della ristorazione. Perché lei imbottigliò senza studi di mercato e alla fine fu il mercato ad andare da lei.

Ancora oggi Moira Guerri non se lo spiega ma questo fu solo l’inizio del suo successo. «Vivo della mia passione – ci spiega – Non ho grandi pretese e forse questo è il mio segreto».

Nel 2004 acquistò un altro terreno, poi ne arrivò un altro vino, poi un altro ancora: dopo Celestina Fè è stata la volta di Amorè, poi di Erzilia (nome dell’altra nonna) tutti vini rossi, poi Deliro, un rosato. Quindi Ragià (un mix tra Moira e Giacomo, il marito che la segue e la sostiene).

Nella sua vigna lavorano 4 donne, sono le sue collaboratrici preziose.

Nelle scorse settimane il vino Celestina Fè è stato inserito nella rivista Decanter (marchio leader nel settore dei media del vino) fra i 10 migliori vini rossi del sud della Toscana da Richard Baudains, che assaggia i vini italiani per Decanter. Il percorso di Moira Guerri continua, tra la meraviglia dei calici.

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