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Via Almirante, il sindaco di Grosseto: «La prefetta? Ho deciso io di riaprire il confronto»

Via Almirante, il sindaco di Grosseto: «La prefetta? Ho deciso io di riaprire il confronto»

Vivarelli Colonna sostiene inoltre che nessun regolamento è stato violato, per quanto riguarda la questione Almirante, e che le procedure sono state rispettate alla perfezione

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GROSSETO. Ormai è più di un semplice scontro di idee. È una guerra aperta, e il campo di battaglia sono i banchi del consiglio comunale, i media, i social media.

Ieri, c’è stato l’ennesimo scontro sulla scelta di intitolare una via all’ex funzionario fascista Giorgio Almirante, con il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che ha risposto alle critiche mosse da Carlo De Martis, Giacomo Gori e Davide Bartolini, capigruppo in consiglio comunale di Grosseto città aperta, Movimento 5 stelle e Partito democratico. Dicendo che i suoi passi (e cioè la decisione di far trattare l’argomento in consiglio comunale) non sono stati dettati da nessuno.

Lo scontro è quello che ha incrinato – almeno a livello politico – i rapporti tra maggioranza e minoranza e, in particolare, tra il primo cittadino e i tre capigruppo, che giovedì hanno attaccato il sindaco e il presidente del consiglio, Fausto Turbanti, per la mancata calendarizzazione della mozione presentata da loro a fine marzo sulla richiesta di revoca delle vie dedicate ad Almirante, Enrico Berlinguer e alla Pacificazione nazionale, in quanto ritenuta inammissibile. I tre capigruppo dell’opposizione si erano poi rivolti alla Prefettura, che l’8 maggio ha inviato al sindaco una nota per «acquisire elementi di conoscenza in merito a quanto segnalato».

Ieri, il primo cittadino ha difeso a spada tratta il suo operato e quello del presidente del consiglio (eletto proprio tra le fila della lista civica Vivarelli Colonna sindaco). «Nessuna lettera di nessuno mi ha convinto a fare niente – dice Vivarelli Colonna, facendo riferimento alla lettera arrivata dalla Prefettura, cercando di smentire le accuse dei consiglieri di opposizione –. Mi ha convinto il popolo, perché io sono il sindaco di tutti. Sono stato io a decidere, insieme alla giunta, di verificare l’attualità di questa nostra decisione e del consiglio comunale, risalente al 2018, visto il “sentiment” popolare. La popolazione, nella commemorazione della strage di Maiano Lavacchio e il 25 aprile mi ha esortato in questa direzione. Questa – continua – è la forza che ci ha spinto a riportare la questione in consiglio comunale, secondo i princìpi della concertazione democratica».

Come suo solito fare, però, Vivarelli Colonna non si limita a mostrare quelli che – almeno secondo lui – sono i fatti: «Ma come siete tristi – dice, rivolgendosi direttamente a quelli che, ormai, sono i suoi “avversari” –. Dovete vedere il marcio dappertutto. Ma come fate a vivere con un carattere del genere? Imparate a non vedere mostri ovunque». Il primo cittadino critica anche quelle che definisce essere le “tattiche” usate dall’opposizione: «Ma che tattiche utilizzate? Forse funzionano nella sinistra, nei vostri circoletti, dove vi perdete in mille chiacchiere, ma con me non funzionano. Sono tattiche che si usano all’asilo. Non riuscirete mai a mettermi contro il mio presidente del consiglio», continua, e definisce Turbanti emblema di correttezza e democrazia. «Altro che “yes man” mio, è un yes man della popolazione. Turbanti ha la sua testa e la sua autonomia e mai mi metterete contro di lui. Mai mi metterete contro la prefetta Paola Berardino, che io stimo e ammiro». Vivarelli Colonna sostiene inoltre che nessun regolamento è stato violato, per quanto riguarda la questione Almirante, e che le procedure sono state rispettate alla perfezione. «Riporteremo la discussione nel luogo opportuno: l’agorà cittadina, dove sarà discussa. Basta spettri».

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