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Castiglione, fine del contenzioso per l’ex Paoletti: spunta l’ipotesi supermercato

di Matteo Scardigli
Castiglione, fine del contenzioso per l’ex Paoletti: spunta l’ipotesi supermercato

Il Comune cede al privato altri 500 metri quadri in più e risparmia le spese legali. La minoranza teme una variante per fare spazio a una grande superficie di vendita

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CASTIGLIONE. Dopo almeno 15 anni e tre sindaci in quattro giunte (Faenzi, Farnetani, Farnetani bis e Nappi), il consiglio comunale inaugura il capitolo finale della plurimilionaria vicenda ex Paoletti-Orto del Lilli. La maggioranza vota favorevole all’unanimità, contraria – invece – l’opposizione, che prevede nell’area l’apertura di un nuovo supermercato.

All’ordine del giorno c’è il voto sulla “definizione rapporti derivanti da accordo procedimentale di compensazione urbanistica del 13 luglio 2007 e conseguente chiusura transattiva procedimento arbitrale”. I consiglieri sono chiamati al voto su determinazioni e approvazione dello schema dell’atto di transazione che vede coinvolti il Comune debitore e il creditore Scav Prema.

Pubblico e privato hanno infatti raggiunto un accordo sul lodo; non sulle cifre (la stima di Scav Prema era di circa 6 milioni, quella del Comune di 1, quella del Ctu più o meno 3.8) ma sui terreni edificabili. Il pubblico cede al privato ulteriori 500 metri quadri oltre ai 3.900 già spettanti: una “stretta di mano” sulle previsioni volumetriche che accontenta entrambi e permette all’ente di risparmiare 250mila euro di spese legali per l’arbitrato.

Nell’assise municipale del 16, a una settimana da oggi, si vota quindi la variante, conditio sine qua non per portare a casa il risultato, e la giunta ha i numeri in tasca. Il masterplan è pronto (la tipologia edilizia dei fabbricati sarà diversa ma sempre sviluppata in blocchi rettangolari intorno al bosco), viabilità e verde non cambieranno rispetto alle previsioni.

Nasceranno due “cittadelle”: all’Orto del Lilli una pubblica, dedicata ad associazionismo e servizi, dalla quale è stata esclusa qualsiasi autorizzazione commerciale; all’ex Paoletti una privata, che di lotti con destinazione d’uso commerciale ne ha tre, con possibilità di realizzare edifici di area non superiore ai 1.000 metri quadri (su un disciplinare che prevede un massimo di 1.500).

È da questa seconda area, quella privata, che il Comune ha previsto la compensazione. Ed è su questa seconda area che si concentra il fuoco dell’opposizione.

I consiglieri di “Alternativa Castiglione” Ianetta Giannotti e Aldo Iavarone, sostenendo che alla minoranza non sarebbe stata inviata la delibera oggetto di voto (fatto smentito dalla maggioranza) precorrendo i tempi vanno a fare previsioni sulle effettive – future – volumetrie, che dalle stime di Iavarone risulterebbero di circa 35.200 metri cubi (calcolando edifici con altezza massima di 8 metri). Amministrazione e azienda starebbero quindi facendo le cose “troppo” in grande. Ne nasce un contenzioso con il collega di maggioranza Fabio Tavarelli, che imputa ad alcune delle giunte precedenti la situazione che oggi Nappi si trova a dover gestire.

Tornata la calma è Giannotti ad affondare il colpo. «Vedendo le bandierine gialle, ho pensato che o non si poteva fare il bagno oppure arriva Conad», riassume la consigliera, ricordando le tante sponsorizzazioni che hanno visto proprio il marchio della margherita protagonista, negli ultimi tempi, sul territorio castiglionese. E precisa: «Nulla contro il marchio in sé, ma votiamo contro per paura di nuovo supermercato che “sposterà il paese” lontano dal commercio di vicinato».

A preoccupare la consigliera, che mette insieme la previsione della nuova viabilità nella zona con l’incarico di progettazione già affidato per un parco urbano a misura di supermercato, è la somma con l’ipotesi di accorpamento dei tre lotti a destinazione d’uso commerciale per fare spazio anche ai parcheggi.

Il risultato «sarebbe comunque una sola struttura di vendita», conferma il vicesindaco Federico Mazzarello. La sindaca Elena Nappi, invece, a domanda de Il Tirreno sul nome Conad non conferma né smentisce. Ma è solo questione di ore: entro pochi giorni il mistero sarà svelato.


 

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