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Agenzia Bf. Dallo scià ai papi uno sguardo lungo 60 anni

di Elisabetta Giorgi
Agenzia Bf. Dallo scià ai papi uno sguardo lungo 60 anni

Esce il libro “Cronaca maremmana”: 115 pagine di foto, fatti e personaggi. Ripuliti e digitalizzati 30mila negativi su un archivio di un milione di scatti

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GROSSETO. Il 2 agosto 1958 affiora dal suolo – a 200 metri di profondità – l’ominide di Baccinello, scheletro fossile di oreopithecus bambolii: una scimmia antropomorfa vissuta 8 milioni e mezzo di anni fa. La scoperta è sensazionale e provoca un’enorme eco nella comunità scientifica, proiettando il minuscolo paese scansanese alla ribalta mondiale. Le immagini, pubblicate sulla rivista Life, sono scattate da un giovane Antonio Ferrari, che con Mario Bernieri dà vita nel 1962 alla mitica avventura dell’Agenzia fotografica Bf. A partire dal reperto fossile, i due esplorano Grosseto e la Maremma in lungo e in largo, la raccontano per immagini e affiancano gli scatti alla cronaca giornalistica, nel Telegrafo prima e nel Tirreno poi. Proseguendo nel solco dei predecessori, entrano poi in campo Davide Ferrari e Maurizio Mainetti che danno vita a un cambio generazionale. Continuano l’affascinante avventura fotografica e, con professionalità esemplare, documentano la meraviglia di fatti e personaggi che hanno varcato la storia maremmana più recente, diventando un riferimento, un pilastro del settore. Dai Capi di stato agli eventi di cronaca nera fino ai più sensazionali traguardi sportivi, oggi lo straordinario patrimonio di scatti dell’Agenzia è condensato nel libro “Memoria fotografica”, fresco di stampa. Sono 115 pagine dense di foto scattate in 60 anni di lavoro, dalla “prima guardia” a quella attuale; il prezzo è 22 euro. Il volume – curato dagli stessi Ferrari e Mainetti – è in vendita nella stessa Agenzia Bf ed è il 5° dato alle stampe dopo i già preziosi “Alluvione del’66”, “Grosseto com’era”, “Giovanni Paolo II” e “Tracce di Maremma”. Il libro «nasce da un lavoro di censimento e recupero delle immagini fotografiche del nostro sterminato archivio, memoria della comunità», spiegano dall’Agenzia. La quale finora ha recuperato e ripulito, sistemato e digitalizzato ben 30mila negativi che fanno parte di un archivio di oltre un milione di foto, tra analogico e digitale. Nell’opera, a corredo delle centinaia di foto pubblicate, vale la pena soffermarsi nelle didascalie. Piccoli e godibili testi spesso tratti dagli articoli del nostro quotidiano, con cui l’Agenzia Bf porta avanti una preziosissima collaborazione fin dalla nascita. Le stesse “dide” (come si dice nel gergo della carta stampata) tratte dalla cronaca – così diverse nel corso dei decenni – sono un interessante spaccato sull’evoluzione di linguaggi e costumi. «Leggendo quei brevi estratti si può apprezzare come sia cambiato nel tempo il modo di scrivere e raccontare la notizia – racconta Bf – Non è solo “nostalgia” dunque, ma anche l’opportunità di attraversare» e riscoprire i mutamenti della società e del nostro modo di esprimersi nel corso dei decenni. Partiamo dalla copertina, dove campeggia una foto speciale di Bf: quella della “Famiglia Benvenuti”. Lo scatto ha immortalato il set della serie tivù italiana della fine degli anni ’60, mandata in onda dalla Rai e considerata la capostipite delle moderne fiction televisive italiane. Gli episodi della seconda stagione, girati in parte a Marina di Grosseto, sono visibili su RaiPlay e tra l’altro il cast, composto da noti attori teatrali, vede oltre ad Enrico Maria Salerno e Valeria Valeri la presenza di Valerio Fioravanti nella parte di Andrea, il figlio minore, poi divenuto un terrorista di destra degli anni di piombo. Scrive il cronista del Telegrafo (poi Tirreno) il 30 agosto 1968 a proposito di questa serie: «Siamo piombati sulla spiaggia al bagno La rotonda, nel momento in cui stavano girando alcune scene. La folla faceva calca, Le ragazze, lecche lecche con i bikini tutti per benino, gironzolavano su e giù facendo le indifferenti. Poi quando arrivava il ciak cercavano di entrare nella mischia per rubare un po’ di pellicola cinematografica. ..». Nelle prime pagine del libro via con gli scatti dell’esordio: un tourbillon di immagini. Negli anni ’60 la “dolce vita” trascorre le vacanze all’Argentario. Ecco la famiglia reale d’Olanda con la principessa Beatrice immortalata mentre balla col promesso sposo Claus Von Amsberg. Scorrono due papi, un Dalai Lama, una regina; lo scià di Persia è in macchina con Farah Diba e personalità celebri sono in cerca di pace in Maremma. Jacqueline Kennedy approda all’Argentario un anno dopo l’omicidio del marito, mentre Celentano cerca quiete nel convento di San Francesco e si sposa in gran segreto. Chaplin trova riparo all’hotel Il pellicano. Finiscono sotto la lente di Bf i 6 presidenti della Repubblica Giovanni Gronchi, Giuseppe Saragat, Sandro Pertini, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, oltre a celebri personaggi della cultura, scrittori, divulgatori scientifici o collezionisti d’arte. Lo sport? Ci sono il glorioso baseball cittadino coi suoi scudetti, le promozioni del Grosseto calcio, il Giro d’Italia e il rally di Montecarlo. La grande atletica leggera “vede” sfilare in foto campionati mondiali, europei e nazionali dove promesse che diventeranno campioni del mondo, primatisti mondiali e medaglie olimpiche. Storie che raggiungono l’apice della gloria sportiva maremmana con i successi olimpici nel windsurf o alle Paralimpiadi; Alessandra Sensini è immortalata nel suo ritorno trionfale a Grosseto. Storie, foto, personaggi. L’occhio di Bf ha colto e documentato anche le tragedie, mai con invadenza ma sempre con garbo, sensibilità e umanità profondi. Un drammatico naufragio, un colossale incendio a Marina e le alluvioni che hanno segnato tutti noi e non vanno dimenticati. Anzi, l’idea di questa “Memoria fotografica” nasce dalla consapevolezza che la memoria del territorio non debba essere dispersa. In nessuno dei suoi risvolti, dal più minuscolo al più macroscopico. «Per noi la storia più recente del territorio è molto più importante e più interessante di quanto siamo portati a pensare». Molti, sfogliando questo libro, scopriranno qualcosa. «E la riscoperta del passato, oltre ad aiutarci a comprendere meglio il presente, può proiettarci con un’ottica diversa nel futuro».

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