Toscana
Grosseto, prof morto schiacciato dal trattore: «Un grande sportivo dal cuore d’oro»
Monterotondo Marittimo: il ricordo dell’ex alunno diventato docente
MONTEROTONDO MARITTIMO. Giovedì, forse venerdì. Tanto ci vorrà perché la salma di Alberto Pietrini, professore di ginnastica oridinario del Fiorentino morto due giorni fa in un tragico incidente agricolo nel podere della piccola tenuta del Mendicano, possa essere restituita ai familiari. Prima dovrà essere eseguita l’autopsia, disposta dal magistrato per far luce sull’accaduto.
Il corpo di Pietrini rimane all’obitorio dell’ospedale Misericordia di Grosseto, ma nel frattempo nella sua provincia la notizia della sua morte ha sconvolto il mondo della scuola.
«Alberto era stato il mio insegnante di ginnastica delle medie. Poi, quando io sono diventato docente di educazione fisica, lui è andato in pensione e mi ha “lasciato il posto” alla scuola Gobetti-Volta», premette Alessandro Dei, che poi racconta: «Alberto è andato in pensione nel 2007 ma aveva continuato a frequentare l’istituto, e molti suoi ex colleghi che continuano a insegnare lo ricordano ancora con grande intensità: appena saputo della tragedia ci siamo messi in contatto con la figlia; qui il cordoglio è grandissimo. Alberto – aggiunge – era un appassionato sportivo, un corridore, e aveva fatto parte dell’Assi Giglio Rosso (la più antica associazione sportiva di Firenze). Appassionatissimo anche di pallavolo, era stato allenatore e presidente di società sportive».
A Monterotondo Marittimo, Pietrini aveva trovato un buen retiro insieme alla compagna, proprietaria della tenuta: un’oasi di pace che – però – non aveva alcuna intenzione di godersi stando con le mani in mano. «Era una persona estremamente serena e molto alla mano, seria ma sorridente e con una buona parola per tutti», aggiunge Dei, che ancora conferma: «Era un uomo gioviale e dinamicissimo, sempre attivo».
Complice la festività di oggi, 1° Maggio, i tempi per l’esame autoptico necessariamente si dilatano. Non essendo Pietrini un lavoratore dell’agricoltura, la procedura è più che altro pro forma; ma deve essere ugualmente eseguita.
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