La manifestazione
Orbetello, Andrea diventa diacono a 26 anni: «Vi spiego perché ho scelto di seguire Dio»
La messa è stata celebrata dal vescovo Roncari: «Per me è stato tutto naturale. Come quando due persone si incontrano e si innamorano»
ORBETELLO. Andrea Covitto è stato ordinato diacono. Ieri l’emozionante cerimonia officiata da Giovanni Roncari, vescovo della Diocesi di Pitigliano, Sovana, Orbetello e Grosseto, nel Duomo di Orbetello.
Covitto ha 26 anni ed è originario di Orbetello. Nel 2017, terminato il liceo scientifico proprio nella cittadina lagunare, è entrato in seminario.
«Non è facile spiegare il perché della mia scelta – dice al Tirreno Covitto – Io sono cresciuto in parrocchia. Mia madre era una catechista e per me è stato tutto naturale. È un po’ quello che succede a due persone quando si innamorano. Non c’è un perché, succede e a me è successo».
Covitto parla di “vocazione ordinaria” ossia arrivata con naturalezza senza che nella vita del giovane siano successi avvenimenti particolari che l’abbiano indirizzato al sacerdozio. In un momento in cui le vocazioni sono in crisi, Andrea è convinto della sua scelta che porta avanti sereno, appoggiato dalla famiglia e anche dagli amici che lo hanno sempre sostenuto e incoraggiato e che ieri gli erano vicini in questo momento così importante per lui. «Quando si è in seminario si ha il tempo di riflettere e capire se quella è la strada giusta che abbiamo intrapreso – dice – Io finito il liceo ho lavorato un anno per provare anche questa esperienza. La mia idea era già chiara ma anche il vescovo fu d’accordo sul fatto che io provassi a fare un’esperienza di lavoro per capire meglio le mie intenzioni». La volontà di Andrea di entrare in seminario restò salda e così avvenne. Da ex giocatore di basket e poi arbitro di pallacanestro anche di competizioni nazionali, dalle uscite con gli amici passò ai libri di teologia.
Il ventiseienne, laurea in teologia a Firenze e che frequenta un master in diritto canonico a Roma all’università Lateranense, è diacono. «Un momento emozionante anche per quello che rappresenta la cerimonia – racconta lui – Un vero matrimonio con la chiesa, con Dio, il giuramento di fedeltà, di celibato».
Andrea Covitto resterà diacono per sei mesi prima di diventare sacerdote. In questo frangente potrà svolgere servizi importanti come quelli alle mense dei poveri, portare le comunioni agli ammalati, celebrare battesimi, portare l’estrema unzione e assistere ai matrimoni. Non potrà celebrare cresime e comunioni visto che il diacono non può celebrare la messa.
La sua può sembrare una scelta controcorrente ma per lui è una scelta naturale, quella che ha voluto. Ai ragazzi che stanno pensando di percorrere il suo stesso cammino e che forse hanno paura di intraprenderlo, lui dice di «non avere paura di seguire il progetto di Dio, di sapersi affidare e di rischiare». Da sacerdote spera di andare a Orbetello ma comunque andrà dove sarà destinato e sarà sempre pronto a seguire e insegnare la parola di Dio.
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