Attenzione
La morte del pilota delle Frecce Tricolore, il capitano Alessio Ghersi aveva il 4° Stormo nel cuore
Morto con l’ultraleggero, era diventato “top gun” sulla pista del Baccarini di Grosseto
GROSSETO. Il capitano Alessio Ghersi, morto nell’incidente con un velivolo ultraleggero precipitato nell’alta Val Torre, nella zona di Lusevera (Udine), aveva il cavallino rampante del 4° Stormo nel cuore. Ghersi era entrato in Aeronautica Militare nel 2007 con il corso Ibis V dell’Accademia Aeronautica e dopo le scuole di volo era stato assegnato proprio al 4° Stormo di Grosseto, dove ha conseguito la qualifica di pilota combat ready sul velivolo Eurofighter, svolgendo attività di difesa aerea sia in ambito nazionale sia in missioni Nato.
Alessio Ghersi, era atterrato per l’ultima volta sulla pista del Baccarini, a lui tanto cara, nella mattinata del 7 ottobre scorso, in vista dell’esibizione con le Frecce Tricolori del 9 ottobre a Castiglione della Pescaia. Il pilota piemontese, quel giorno, era felice, per avere la possibilità di riabbracciare amici e colleghi con i quali aveva condiviso giornate di volo e di lavoro. Se era diventato un “top gun” era solo grazie alle ore di volo svolte sui cieli della Maremma a bordo degli Eurofighter e agli insegnamenti dell’attuale comandante Filippo Monti, con il quale ci fu un caloroso abbraccio.
Fu proprio la parentesi con il 20° gruppo a fargli fare un salto di carriera, a dargli la spinta per entrare nelle Frecce Tricolori, con le quali proprio avrebbe iniziato la sua quinta stagione acrobatica con la Pattuglia Acrobatica Nazionale, nella quale ricopriva la posizione di 2° Gregario destro, con il nome in codice Pony 5. Il tradizionale evento di conclusione del periodo di addestramento della formazione in vista dell’avvio della stagione acrobatica, in programma oggi sulla base aerea di Rivolto, è stato annullato.
Alessio Ghersi, 34 anni, originario di Domodossola, era un uomo con tanti interessi la moto, la chitarra e le gite con la famiglia, oltre a una passione smisurata per il volo, non ha mai dimenticato quegli anni trascorsi a Grosseto e con gli Efa.
Gli appassionati, tra i quali molti colleghi che hanno apprezzato le sue qualità negli scorsi anni nel 4° Stormo, e la cittadinanza hanno potuto ammirare le sue evoluzioni sopra il cielo di Castiglione e oggi piangono la sua prematura scomparsa, avvenuta intorno alle 18,30 di sabato. Alcuni testimoni hanno visto il velivolo precipitare avvolto da una nuvola di fumo sprigionatasi dopo una fiammata o una esplosione. Il velivolo, un Pioneer 300 marche I-8548, era decollato poco prima da Campoformido, dove si trova una aviosuperficie. L’allarme è stato lanciato da tre diverse persone che hanno telefonato al 112 del Friuli Venezia Giulia segnalando la caduta di un ultraleggero nella zona della catena dei Musi. I vigili del fuoco hanno inviato in zona un elicottero decollato da Mestre. Anche la Sores Fvg ha dirottato sul posto un velivolo sanitario assieme a un’ambulanza. Nella zona i soccorritori hanno allestito un campo base. L’area dove il velivolo si è schiantato è impervia e completamente coperta dalla vegetazione, raggiungibile soltanto a piedi. Il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Luca Goretti, a nome di tutta la Forza Armata, si è stretto «intorno alla moglie e ai loro due bimbi in questo momento di profondo dolore».
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