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Il lutto

Grosseto, addio a Ulisse Tognetti: era stato titolare dell’armeria di via Tripoli

di Maurizio Caldarelli
Grosseto, addio a Ulisse Tognetti: era stato titolare dell’armeria di via Tripoli

Per oltre mezzo secolo è stato un punto di riferimento per i cacciatori: aveva 90 anni

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GROSSETO. Ulisse Tognetti, scomparso ieri a 90 anni all’ospedale di Misericordia di Grosseto, è stato per oltre mezzo secolo un punto di riferimento per i cacciatori, per gli appassionati, nella sua veste di titolare dell’Armeria Scarpelli di via Tripoli.
Un’attività che fu avviata nel 1964 da suo padre, Renato Tognetti, conosciuto anche per gestiire i Cicli Scarpelli, che prendevano il nome da mamma Pura arrivata dal Mugello. «L’armeria – ricorda la figlia Simona – era tutto per mio babbo. Prima di rilevare il negozio da mio nonno, per un brevissimo periodo provò a vendere bilance e caffè, ma quel lavoro non faceva per lui, amava un contatto più stretto con il pubblico e tornò dietro al bancone di via Tripoli, dove è rimasto fino a una decina d’anni fa, nel 2013, a ottant’anni».
Ulisse seppe raccogliere nel suo locale tutti i cacciatori della provincia di Grosseto, che nella sua armeria (che oggi si chiama “Il Rialto”) sapevano di trovare il meglio e potevano anche caricare le cartucce, le famose S4 e EK6, le più adatte per andare a caccia. Lui stesso è stato un appassionato cacciatore, andava a sparare a colombi, beccacce, tordi, con i suoi inseparabili breton e adorava la caccia in padule. «Ha provato anche la caccia al cinghiale – precisa Simona – ma non gli piaceva».
Per Tognetti le armi erano una ragione di vita, una passione. Sapeva riconoscere qualsiasi fucile e descriveva con dovizia di particolari l’arma ai clienti. L’unico sport che seguiva era il tiro al piattello, che anni addietro andava di moda, e che aveva anche praticato. «L’armeria Scarpelli, nella quale ho lavorato anch’io per alcuni anni – prosegue Simona Tognetti – è stata un negozio cult per la città, spesso avevamo la fila di persone che volevamo entrare per acquistare materiale o abbigliamento da caccia. Per dare un’idea di quello che era diventata l’armeria, è sintomatico questo aneddoto. La Benelli, azienda produttrice di armi, regalava uno motorino ai rivenditori che vendevano almeno cento fucili: mio babbo ne vinse quattro in un anno».
Ulisse lascia la moglie Giuseppina e un’altra figlia, Patrizia. I funerali, preparati dall’agenzia Grandini, si svolgeranno oggi alle 16 nella cappella del cimitero di Sterpeto, nel quale verrà tumulata la salma; il corteo si muoverà alle 15,45 dall’obitorio del Misericordia.
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