Il Tirreno

Grosseto

Il furto

Follonica, un’app e l’intuito di una mamma fanno ritrovare gli iPhone rubati

Follonica, un’app e l’intuito di una mamma fanno ritrovare gli iPhone rubati

Un 41enne condannato per ricettazione a un anno e 8 mesi

3 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. C’era voluta l’intuizione della mamma di uno dei tre giocatori di hockey derubati – insieme anche alle indicazioni di un’app specifica che aveva circoscritto la zona – per ritrovare gli iPhone rubati. Visto il raggio di azione, aveva fatto un giro e si era concentrata su un negozio di vendita cellulari: lì, in effetti, come accertato anche dai carabinieri fatti intervenire, c’erano i telefonini. Chi li aveva portati lì – chiedendo che venissero sbloccati – era stato in seguito riconosciuto e denunciato. E adesso condannato per ricettazione.

Un anno e otto mesi più 600 euro di multa (con la riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato) la condanna per Antonio Pirozzi, 41 anni, abitante a Follonica, ben conosciuto agli uffici giudiziari, riconosciuto colpevole di quanto accertato nel settembre 2018. Il giudice Andrea Stramenga ha inasprito la richiesta della viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo (un anno e 300 euro) anche e soprattutto in considerazione dei precedenti, tali e tanti anche da impedire la concessione della sospensione della pena. Il giudice ha riconosciuto l’ipotesi lieve, come richiesto dal difensore Stelio Pugi, il quale aveva sollecitato la riqualificazione del reato e il minimo della pena.

I tre giocatori erano stati derubati nel pomeriggio del 18 settembre, mentre si stavano allenando alla pista Armeni: i loro Iphone (6 e 8) erano custoditi negli spogliatoi. Al mattino i tre erano andati dai carabinieri per sporgere denuncia. Quel giorno la mamma di uno dei tre aveva chiamato il 112 chiedendo l’intervento perché a suo dire i telefoni erano in un negozio: lì davanti c’erano anche i giocatori e il figlio aveva spiegato che attraverso un app ( “Find my iPhone”) era riuscito a visualizzare l’ultima posizione segnalata, proprio vicino al negozio. Al mattino, i tre avevano contattato i titolari dell’esercizio commerciale e avevano appreso che tre cellulari corrispondenti a quelli che erano stati loro rubati erano stati portati lì da un uomo che aveva chiesto di sbloccarli perché appartenenti a parenti che avevano dimenticato le password. Mentre giocatori e mamma erano davanti al negozio, avevano visto un’auto transitare più volte davanti all’entrata: dentro c’erano un uomo e una donna che guardavano insistentemente verso l’entrata, un comportamento tale che li aveva insospettiti fino a indurli a prendere il numero di targa. Proprio mentre la pattuglia era lì davanti, l’auto era passata di nuovo e si era allontanata di corsa. Così i carabinieri si erano messi alla ricerca dell’auto e l’avevano trovata poco dopo. A bordo c’era Pirozzi, conosciuto dall’Arma, accanto una donna, identificata anch’essa. I militari avevano poi recuperato i telefonini: il titolare aveva descritto chi gliel’aveva portati il giorno precedente. In caserma erano stati approfonditi gli accertamenti, arrivando a visualizzare i codici imei e riscontrando che si trattava di quelli denunciati come rubati. Il titolare del negozio, esaminando le foto che i carabinieri gli avevano sottoposto, aveva poi riconosciuto Pilozzi nella persona che aveva portato i tre iPhone poi risultati rubati. Non è possibile dire che sia stato lui a rubarli ma senza dubbio, secondo il giudice, è responsabile della ricettazionel




 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web