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Grosseto, si è spento il generale Baggiani: una colonna portante della Stradale

Grosseto, si è spento il generale Baggiani: una colonna portante della Stradale

Da comandante di sezione agli incarichi più alti d’Italia

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GROSSETO. È stato una colonna portante della polizia stradale della quale ha scalato ogni grado, fino a diventare generale. Gian Gualberto Baggiani è morto a 91 anni nella sua casa di Grosseto; abitava in via Aquileia con la moglie Laura Trutteri.

Era nato nel settembre del 1931 a Cecina dove aveva studiato al liceo classico. In gioventù era diventato amico di Altero Matteoli, futuro ministro dell’ambiente e poi delle infrastrutture e trasporti, anche lui cecinese. Dopo la laurea in giurisprudenza Baggiani era entrato nel gruppo delle guardie della polizia stradale come sottotenente, dopodiché era stato inviato a Cesena – alla scuola di polizia stradale – come funzionario addetto, diventando da quel momento in poi “comandante di sezione” della polizia stradale in varie città d’Italia. Prima a Cesena, poi a Terni, Bologna e Firenze. Una carriera sfolgorante. A Firenze aveva assunto il comando del compartimento di polizia stradale della Toscana ed era diventato generale della polizia stradale, quindi era stato di nuovo trasferito, stavolta al nord, ottenendo il comando della polizia stradale della Lombardia. Negli ultimi due anni di servizio era entrato in servizio all’ufficio ispettivo del ministero dell’interno, per chiudere in bellezza la professione nel ruolo di dirigente generale. È qui che ha lavorato fino alla pensione giunta a fine anni’90. Chiusa la carriera. il generale si è trasferito in pianta stabile a Grosseto, la città di sua moglie Laura, dove ha trovato la morte ieri mattina a casa. Baggiani lascia, oltre alla consorte, due figli che abitano in Lombardia: Marco (funzionario di Autrostrade spa) che abita a Como, e Alessandra (dirigente di Fininvest) che vive a Milano. Lo ricorda con affetto e stima Luca Ciani, sostituto commissario della polizia stradale di Grosseto nonché suo parente. Gian Gualberto Baggiani, racconta Ciani, «aveva sposato Laura, cugina di mia mamma; è stato un ufficiale davvero gentiluomo, una persona integra e piena di valori con cui ho anche condiviso una parte del mio percorso professionale: è stato il mio comandante quando ero ad Arcidosso e lui comandava la Toscana, una grande persona dal punto di professionale e umano. Fino all’ultimo è stata una mente lucidissima, presente e brillante. Ha guidato la macchina fino a 5 mesi fa, la “testa” non lo ha mai abbandonato». Appassionato di caccia («è stato un ottimo tiratore»), amava il mare e la pesca: aveva una casa a Principina. Il funerale oggi alle 11,10 nella cappella del cimitero della Misericordia, a Grosseto.

 

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