Il Tirreno

Grosseto

Il lutto

Addio a Otto, con Barnelli aveva formato un duo mitico

di Maurizio Caldarelli
Addio a Otto, con Barnelli aveva formato un duo mitico

Roccalbegna, avrebbe compiuto 75 anni nel prossimo mese di maggio

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ROCCALBEGNA. Addio a Hans Otto Richter, ma per tutti solo “Otto”, scomparso all’ospedale di Castel del Piano, dove era ricoverato da alcuni giorni: avrebbe compiuto 75 anni nel prossimo mese di maggio. Originario di Hameln, in Germania, nella Bassa Sassonia, Otto ha formato con Bernd Witthuser, conosciuto come Barnelli, un’indimenticabile coppia di musicisti che negli anni Settanta diventò protagonista de “L’Altra domenica”, trasmissione cult di Rai Due che fece il boom di ascolti tra il 1976 e il 1979, ideata da quel genio di Renzo Arbore.

Fino all’ultimo il destino ha voluto unire il violinista Otto e il chitarrista Barnelli: entrambi sono morti in Maremma, nella terra che li ha adottati. Bernd ci lasciò a 73 anni nell’agosto 2017 all’ospedale di Grosseto, dopo aver vissuto per anni nelle campagne di Murci. Otto ha concluso la sua vita terrena nelle prime ore di ieri, dopo ha vissuto ultimamente a Roccalbegna, con la moglie Tina, dove si era trasferito dopo aver passato quasi tre decenni nel borgo di Santa Caterina. «La notizia della scomparsa di Otto – dice il sindaco di Roccalbegna, Massimo Galli – mi ha toccato profondamente. Stava male da diverso tempo. Era ormai uno di noi. Io mi sono trasferito nel 1991 e lui era già qua. Dell’uomo ho uno splendido ricordo. Finché le forze l’hanno sostenuto animava le feste di paese, era un trascinatore e la gente gli voleva bene». «Ultimamente – prosegue Galli – mi sono mosso personalmente per cercare, a lui e alla moglie Tina, una casa in affitto a piano terra, visti i loro grossi problemi di deambulazione. La nostra amministrazione durante la pandemia e fino agli ultimi mesi lo ha anche aiutato, per quanto possibile, anche nella sua difficile situazione economica».

Roccalbegna ha una vivace comunità tedesca e Otto ha tenuto anche i rapporti con il Comune: «Spesso – racconta Massimo Galli – mi faceva da interprete con i suoi connazionali, mi segnalava le criticità che gli venivano riportate dagli amici tedeschi». Arbore scoprì Otto assieme all’eclettico Barnelli (con il quale inizio ad esibirsi negli anni 70) , durante un festival di Arcidosso dedicato al santo anarchico e ribelle David Lazzeretti, ai tempi in cui i due musicisti poliedrici e stravaganti, con la grancassa piazzata sulla schiena, oltre a suonare la tromba o il kazoo, giravano per le strade regalando sorrisi e allegria con i loro strumenti e la loro fantasia.

Arbore li portò all’Altra domenica e fece ritagliare per loro anche una parte nel film “Il Papocchio”. Renzo Arbore, che partecipò a quel film insieme a Benigni, aveva sempre parole dolci parlando di quel duo geniale: «Erano troppo forti. In una scena Barnelli, vestito da cardinale, chiama Otto, vestito da prete: “Vieni avanti, pretino”, la parodia della battuta dei fratelli De Rege. ..che risate». Otto entrò anche nel cast di Inganni, diretto da Luigi Faccini, nel 1985.


 

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