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Crisi del commercio a Grosseto: «Gli affitti possono costare cari ma il problema sono i ricavi ridotti»
L’analisi di Luca Desideri, agente immobiliare che tratta locali anche dentro le mura
GROSSETO. Passeggiando tra le vie del centro storico è quasi impossibile non notare il numero di saracinesche abbassate. Su molte di queste è stato affisso un grande cartello con su scritto "affittasi". A fianco, altri cartelli: "non poggiare le bici" o "non lasciare bottiglie e sporcizia, grazie". Perché quei tanti, forse troppi, fondi sfitti rischiano spesso di diventare il covo del degrado e della sporcizia.Ma purtroppo, da anni in centro funziona così: molte attività aprono e poi chiudono nel giro di qualche tempo, oppure alzano bandiera bianca dopo anni e anni di sacrifici. Ma perché succede ciò? Perché ci sono così tanti fondi sfitti? È colpa (anche) degli affitti troppo cari?
«Gli affitti potranno anche essere elevati, ma questa non è la principale problematica del centro storico. Se un’attività va bene, va a prescindere dall’affitto, anche perché poi può essere detratto. Il vero problema sono i ricavi ridotti di molte attività del centro», dice Luca Desideri dell’agenzia immobiliare "Desideri real estate". Il valore degli affitti, dunque, non rappresenterebbe un problema per le imprese che hanno un buon giro d’affari. A meno che la richiesta non sia sproporzionata, s’intende. Ma quanto costa affittare un locale in centro? Dipende dalla zona, ovviamente, dalla grandezza del fondo, dalle sue condizioni e anche dalle richieste del proprietario. Prendendo degli esempi concreti, degli annunci pubblicati nelle ultime settimane, un locale in piazza Dante, sotto ai portici di 145 metri quadrati viene a costare 1.900 euro di affitto mensile; un altro, sempre sotto ai portici di 85 metri quadrati, 2.200 euro al mese di affitto; uno di 67 metri quadrati in via Garibaldi 1.500 euro al mese, mentre l’affitto mensile per un fondo di 89 metri quadrati in via San Martino è di 1.100 euro al mese. Giusto per fare qualche esempio. E giusto per fare un paragone con altre realtà vicine, nel centro storico di Siena, in zona piazza del Campo, per 100 metri quadrati di fondo si arriva a pagare addirittura 7mila euro al mese di affitto.
«Nel centro di Grosseto, le vie più richieste sono via Ricasoli, via Garibaldi, via Manin e piazza Dante, sotto i portici. Il resto delle vie, quelle più periferiche, fa molta fatica. Ma anche nelle principali vie del commercio il ricambio non è più immediato come una volta. Capita che i fondi rimangano sfitti anche per un anno», dice ancora Desideri, secondo il quale sono due i principali motivi che hanno portato alla crisi dei negozi di vicinato e dei negozi del cuore della città: lo shopping online e la decentralizzazione dei negozi, in particolare verso i centri commerciali.«La crisi del centro colpisce di più commercianti che vendono prodotti che possono essere acquistati anche online. Le attività che vanno per la maggiore - dice ancora - sono quelle di somministrazione di cibo e bevande. Basti guardare l’evoluzione che ha avuto negli ultimi anni via Garibaldi, proprio grazie all’apertura di questo tipo di attività. Forse, il futuro del centro storico sarà puntare su settori di nicchia, magari l’artigianato, a patto però che ci siano tanti turisti». E il compito di attirare sempre più turisti spetterebbe all’amministrazione comunale. Insomma, il periodo non è dei più rosei per l’economia grossetana, specialmente in centro, ma bisogna considerare il fatto che anche i proprietari degli immobili hanno tante, tantissime spese da sostenere e non possono quindi permettersi di "regalare" i loro fondi.
«La tassazione su un fondo commerciale è molto elevata, perché si calcola sullo scaglione di reddito e può raggiungere punte del 40 per cento. Inoltre, le rendite catastali (ossia il valore fiscale attribuito agli immobili) dei fondi commerciali in centro sono molto alte, senza che sia stata verificata l’esatta ubicazione del fondo. Un conto è se il fondo si trova in pieno centro, un conto se è in una via periferica. Ciò - continua - porta anche ad avere un Imu molto alta. Tutta una serie di spese che grava sul proprietario». Inoltre, se il negozio è arredato, il proprietario deve pagare anche la Tari; su di lui gravano anche i costi di eventuali manutenzioni straordinarie. «Sarebbe ottimale se anche per i fondi commerciali ci fosse la cedolare secca (al dieci per cento), come già avviene per le abitazioni. Ciò permetterebbe di affittare i fondi a prezzi decisamente inferiori. Non è una situazione che si può modificare a livello comunale, ma sarebbe comunque utile».
Insomma, il valore degli affitti è solo uno dei tanti nodi che compongono il problema del centro storico. Forse, se fosse frequentato da più grossetani, se ci fossero più turisti e se le persone acquistassero di più, non ci sarebbero tutti questi fondi sfitti. RIPRODUZIONE RISERVATA
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