Italia
Macellazione abusiva in Maremma: azienda nei guai con Asl e carabinieri
Pitigliano, sequestrati 400 chili di carne, maxi multe
PITIGLIANO. Durante le attività di controllo sulle aziende agricole e zootecniche in corso in tutto il territorio provinciale maremmano da parte dei carabinieri, lo scorso martedì 28, durante un servizio di ispezione presso un’azienda agricola, è stata rilevata un’attività di macellazione clandestina di carne suina, dove sono stati riscontrati numerosi illeciti legati ad aspetti igienico sanitari ma anche a profili legati alla salute e sicurezza suoi luoghi di lavoro.
Al servizio hanno preso parte carabinieri del gruppo Forestale e del Nil (nucleo ispettorato del lavoro) di Grosseto, e della Stazione territoriale di Pitigliano. Le operazioni sono state seguite anche da un medico veterinario dell’Asl.
L’azienda ha sede nel Comune di Pitigliano, e al suo interno era stata organizzata una filiera completa di macellazione di carne di suino, eseguita fuori dal periodo consentito ma anche senza le preventive e obbligatorie analisi. Le attività del genere, infatti, devono sottoporre le viscere degli animali ad accertamenti di laboratorio per scongiurare la presenza di trichinella (Trichinella spiralis), un pericoloso parassita che può essere presente nelle carni dei mammiferi ed è causa della trichinellosi.
All’esito del controllo, i carabinieri e le autorità sanitarie hanno rilevato violazioni della normativa di settore, di ordinanze regionali e dell’autorità sanitaria. Per questo motivo sono stati posti sotto sequestro 400 chili di carne suina già sporzionata e quindi pronta per il confezionamento.
Contestualmente venivano anche accertati vari illeciti riconducibili alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, che comportano l’applicazione di prescrizioni (cioè azioni riparatorie da intraprendere nell’immediato per poter riavviare l’attività secondo requisiti di legge) e il pagamento di somme in via amministrativa.
Innanzitutto, i carabinieri del Nil hanno rilevato che i tre operai presenti all’interno dell’azienda, e impegnati in lavorazioni agricole e nell’attività di macellazione, erano “in nero” in quanto non regolarmente assunti. Per l’azienda sono scattate la sospensione dell’attività e una sanzione a carico del datore di lavoro pari a circa 2.000 euro per ciascun lavoratore.
In più, i titolari della ditta non avevano provveduto a inviare i lavoratori dipendenti alla prevista visita medica al fine di valutarne l'idoneità alla mansione di operai agricoli, e non avevano distribuito loro i previsti dispositivi di protezione individuale. Inoltre, non era stata assicurata da parte del datore di lavoro la formazione sufficiente in materia di salute e sicurezza ai lavoratori.
Le sanzioni relative alla formazione e sicurezza sul lavoro raggiungono complessivamente un importo di circa 5.000 euro.
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