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Attacco hacker ai distributori, le sigarette costano 10 centesimi: «Chi ne ha approfittato, paghi»

Attacco hacker ai distributori, le sigarette costano 10 centesimi: «Chi ne ha approfittato, paghi»

Chi ha approfittato dell’attacco hacker contro di loro rischia la denuncia: «Abbiamo le immagini, saldate o denunciamo»

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GROSSETO. I tabaccai lanciano l’ultimatum. Chi ha approfittato dell’attacco hacker contro di loro rischia la denuncia. Lo dice chiaro e tondo Giorgio Leoni, titolare della tabaccheria Hic sunt leones in via Uranio 44 a Grosseto e uno degli esercenti che sono stati danneggiati dai “pirati” solidali con Alfredo Cospito, l’anarchico rinchiuso in carcere al 41 bis che da ottobre sta facendo lo sciopero della fame.

«Si facciano avanti i cittadini che hanno fatto man bassa di sigarette e gratta e vinci sottocosto sotto l’occhio delle telecamere – dice Leoni – Se entro 48 euro non vengono da noi a saldare il debito, e lo dico anche a nome di altri colleghi danneggiati, andremo alla polizia postale con le immagini delle telecamere e sporgeremo denuncia». Che potrebbe essere per appropriazione indebita.



L’ufficio legale della Fit sta lavorando e facendo le sue valutazioni; a livello nazionale l’associazione si prepara a diramare un modulo che potrà servire ai singoli esercenti per imboccare la via giudiziaria. Anche perché i danni alla categoria sono importanti. Leoni ha conteggiato alla sua attività 5-600 euro di mancati introiti; ieri mattina ha incontrato il presidente provinciale della Fit Gabriele Mancini e Andrella Santella, segretario Fit. Manca ancora una stima ufficiale ma si parla di una decina di esercenti maremmani (tesserati Fit) danneggiati dagli hacker, senza contare quelli fuori dall’orbita del sindacato.

L’attacco risale a sabato sera, quando in tutta Italia e anche in provincia di Grosseto gli hacker si sono introdotti nel sistema informatico di una specifica azienda produttrice di distributori automatici a servizio delle tabaccherie (la Laser video) e hanno manomesso non solo gli schermi ma anche i prezzi di vendita della merce. Le macchinette della Laser video hanno iniziato a erogare sottocosto le sigarette, il cui prezzo oscilla normalmente tra i 5/6 euro a pacchetto. Chi è andato a comprarle ha trovato che il prezzo era 10 centesimi. Idem per i gratta e vinci, il cui costo normale è di 20 euro e che quella sera costavano 10 centesimi.

Per fare una piccola stima: se normalmente con 20 euro posso comprare 3/4 pacchetti di sigarette, al costo hackerato di 10 centesimi sabato sera ne potevo prendere sui 200. Ovviamente non tutte le macchine avevano così tanti prodotti. «A me in tutto mancano una quarantina di pacchetti», ha conteggiato Leoni. Che ora – oltre a rivolgere la rabbia nei confronti degli hacker su cui le indagini sono in corso a livello nazionale – parla anche del comportamento scorretto di chi si è approfittato della situazione raccogliendo ai distributori un tesoretto.

«Spiace dirlo – spiega Giorgio Leoni – ma molti hanno prelevato prodotti a 10 centesimi pur sapendo che quel prezzo non era possibile. Ci saranno situazioni di minore o maggiore entità, e ogni caso sarà diverso dall’altro ma per esempio so che sabato sera a Follonica c’era tanta gente in giro e qualcuno ha avuto l’impressione che molti fossero venuti apposta a prelevare a mani basse i prodotti alle macchinette, dopo aver saputo che erano vendute a questa cifra. Non vorrei che ci fosse stata anche una sorta di comunicazione, un tam tam che ha portato qualcuno ad approfittarsi della situazione, non tenendo conto che quasi tutti noi tabaccai siamo dotati di telecamere e che potremo prendere i nostri provvedimenti visionando le immagini e portando alla polizia postale i filmati».

Parte da qui una sorta di ultimatum che il tabaccaio lancia anche a nome dei colleghi contro chi abbia agito in malafede e sia venuto apposta a fare rifornimento quando l’anomalia era evidente. O se anche non è venuto apposta ma è capitato casualmente sul posto, non si è sottratto all’acquisto di merce palesemente regalata ma ha proceduto senza tentennamenti, ben contento di risparmiare pur facendo un danno altrui. Su Tik Tok ci sono video espliciti, girati non sappiamo dove ma che danno la misura di un fenomeno.

Basta digitare parole chiave come “macchinette 10 centesimi”, per trovare gruppi di ragazzi che ridacchiando filmano il gran colpo di fortuna, costato chiaro agli onesti lavoratori. In controtendenza, c’è anche stato chi a Grosseto ha visto il prezzo a 10 centesimi e senza esitare – racconta Giorgio Leoni – ha avvertito subito il titolare perché controllasse la macchina e la spegnesse. A loro va il merito, un plauso per l’onestà; che possa essere d’esempio ad altri. Basta andare in tabaccheria e, in tutta serenità, saldare il conto reale di gratta e vinci e sigarette che sono stati comprati assecondando la vile mossa dei pirati informatici.

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