Il dolore
Grosseto, un bus contro i rischi del web: il progetto in piazza Esperanto
Per tre giorni in città l’iniziativa targata da Huawei e da Parole O_Stili. Un’aula mobile che ospiterà 300 studenti per parlare di sicurezza e internet
GROSSETO. A partire da lunedì a mercoledì la città di Grosseto ospiterà presso piazza Esperanto la terza e ultima tappa in Toscana di “SmartBus”, un progetto di Huawei e Parole O_Stili che offrirà, nelle mattinate, sessioni gratuite di formazione a oltre 300 studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo grado di Grosseto che hanno aderito all’iniziativa, con l’obiettivo di stimolare un adeguato livello di consapevolezza personale sul tema della sicurezza in internet e sulle opportunità e i rischi legati all’utilizzo degli strumenti digitali.
Nel pomeriggio degli stessi giorni, l’aula itinerante di Huawei e Parole O_Stili, accoglierà anche tutti i cittadini che volessero migliorare le proprie conoscenze sui temi della cybersecurity, della privacy e dell’utilizzo degli strumenti digitali con test di valutazione del loro livello di consapevolezza e di percorsi formativi simili a quelli rivolti alle scolaresche ma rielaborati per utenti adulti.
Il progetto SmartBus è patrocinato da Regione Toscana, Comune di Grosseto, e dall’associazione di categoria Asstel, con la partnership tecnica di Fastweb, SpazioUau, G2Eventi e EventRent.
Lo SmartBus, il cui percorso è iniziato a Torino lo scorso 6 febbraio, è un’aula interattiva mobile attrezzata con dispositivi digitali che farà tappa in 15 città di cinque regioni italiane coinvolgendo oltre 4. 500 studenti e studentesse che potranno prendere parte a momenti formativi attraverso la speciale app didattica interamente sviluppata da Parole O_Stili per il progetto. Su SmartBus saranno presenti tutor che avranno il compito di creare un ambiente di apprendimento coinvolgente, interattivo e divertente, utile affinché ragazzi e ragazze possano relazionarsi attraverso attività che simulano situazioni potenzialmente rischiose come richieste di condivisione di dati o foto.
«All’insegna del motto #cybersicuriabordo, la formazione offerta dal programma SmartBus renderà gli studenti e le studentesse capaci di meglio discernere quali risorse online sono adeguate alla loro età e più consapevoli delle diverse misure protettive da adottare per proteggersi in rete come l’utilizzo di software antivirus, l’aggiornamento dei dispositivi, la scelta di password complesse e la configurazione dei social network per massimizzare la privacy dei dati. Le scolaresche impareranno inoltre a navigare online con la stessa cautela che utilizzerebbero nella vita reale e a segnalare immediatamente qualsiasi contatto inappropriato a un insegnante o a un genitore», fanno notare i promotori.
«Dopo il successo ottenuto da SmartBus in altri paesi d’Europa, siamo orgogliosi di inaugurare il progetto anche qui in Italia, con un format e dei contenuti ripensati in maniera specifica per i cittadini del nostro paese. Le minacce legate all’utilizzo della rete sono diventate un problema che deve essere affrontato con una costante opera di sensibilizzazione sui rischi di Internet. Con questo in mente, Huawei ha sviluppato SmartBus per fornire agli studenti di età compresa tra i 10 e i 14 anni, ma anche ai loro insegnanti e familiari, le informazioni di cui hanno bisogno su sicurezza online, protezione dei dati personali e cyberbullismo», ha dichiarato Wilson Wang, ceo di Huawei Italia.
Secondo un’indagine Ipsos-Changes Unipol del 2022, il 30% degli italiani non percepisce il cyber risk come un pericolo, mentre il 17% dei cittadini non è in grado di valutare questo rischio e le relative conseguenze, evidenziando poca consapevolezza e molta vulnerabilità. Relativamente all’adozione di misure per proteggersi dai rischi informatici, oltre 1 Italiano su 2 cerca di contrastare il cyber risk fornendo solo i dati indispensabili ed evitando la condivisione di foto, pratica invece molto comune tra i più giovani che manifestano una bassissima percezione del rischio correlato alla pubblicazione di immagini proprie sui social network.
Le insidie presenti in rete per i giovanissimi sono numerose. Sempre nel 2022 la polizia postale e delle comunicazioni e i centri operativi sicurezza cibernetica ha registrato un aumento dei soggetti (persone o siti web) individuati e deferiti per reati connessi ad abusi tecnomediati a danno di minori. In particolare, l’adescamento online ha coinvolto maggiormente la fascia dei pre-adolescenti (10-13 anni). Mentre i casi di cyberbullismo, in leggera diminuzione, hanno interessato principalmente la fascia di età 14-17 anni.
«Con entusiasmo abbiamo intrapreso questo percorso che ci offre, ancora una volta, la straordinaria opportunità di poter stare al fianco di tantissimi ragazzi e ragazze, di insegnanti e di cittadini per aiutarli ad acquisire un’adeguata consapevolezza sull’utilizzo degli strumenti digitali. Un’occasione speciale che ci permette di portare i 10 principi del Manifesto della comunicazione non ostile in giro per l’Italia, con la speranza che il prossimo anno possano essere raggiunte anche tante altre regioni. La partnership si arricchisce anche della speciale presenza della polizia postale che, in alcune tappe del tour, sarà a bordo del bus per mettersi in dialogo diretto con le nuove generazioni. Tre realtà diverse e una sola parola d’ordine: cybersicurezza», ha dichiarato Rosy Russo, presidente dell’associazione Parole O_Stili.
Il progetto “SmartBus” lanciato in Europa nel 2019, si inserisce nell’ambito di Tech4all, il programma globale di Huawei che pone la tecnologia al servizio delle persone e dell’ambiente con numerosi progetti portati avanti in tutto il mondo insieme a partner locali e internazionali con l’obiettivo di promuovere l’inclusione digitale e la conservazione della natura. Dal lancio e fino a settembre 2022, SmartBus ha visitato più di 300 scuole in otto paesi, tra cui Spagna, Portogallo, Belgio e Paesi Bassi, coinvolgendo oltre 65mila tra studenti, genitori e insegnanti. l
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