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Vincenzo Sabatini diventa leggenda: a 53 anni in porta per la gara numero 1.000 (e para un rigore)

di Paolo Mastracca
Vincenzo Sabatini diventa leggenda: a 53 anni in porta per la gara numero 1.000 (e para un rigore)

Tributo di istituzioni, compagni del Rispescia e avversari. Ha iniziato la sua avventura nel 1987 con il Porto Ercole

13 marzo 2023
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GROSSETO. Vincenzo Sabatini, il leggendario: «È una delle poche volte in vita mia in cui sono veramente molto emozionato».

Da ieri pomeriggio, quando il mitico portiere di Porto Ercole (che oggi gioca nel Rispescia) ha tagliato lo storico e incredibile traguardo delle 1.000 presenze in campionato, è diventato ufficialmente una leggenda. Non una leggenda nel senso letterale del termine (secondo la lingua italiana si intende tutto quello che non accerta l’esistenza dei fatti raccontati oralmente) ma una autentica leggenda per quello che si intende nel linguaggio comune: Vincenzo Sabatini è colui che ha fatto qualcosa di epico, qualcosa che in Italia non è riuscita a nessuno e che nel mondo è riuscita soltanto al portiere inglese Peter Shilton.

Per fare una metafora, potremmo dire che Vincenzo Sabatini ha scalato da solo l’Everest diventando una leggenda che ha attraversato diverse ere calcistiche. Ha iniziato la sua avventura nel 1987 con il Porto Ercole quando aveva appena 17 anni e ieri allo stadio Toniolo era ancora in porta con il Rispescia all’età di 53 anni.

Quella di ieri è stata una giornata particolare e indimenticabile, anche per chi come Sabatini ha visto mille battaglie (il numero non è un eufemismo), iniziata con un lungo messaggio arrivato sul telefonino addirittura dal presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, che lo ha invitato al prossimo consiglio direttivo perché «attraverso la sua testimonianza vede ancora una volta confermati i valori di impegno e di passione che costituiscono la parte migliore del calcio». Abete prosegue: «Esempi quale il suo danno orgoglio e forza a tutto il mondo dilettantistico e ci danno la spinta giusta per affrontare i tanti problemi esistenti».

Dopo essersi recato, come ogni domenica, alla Messa a Porto Ercole ed aver ricevuto l’abbraccio del parroco don Adorno, la giornata di Sabatini è proseguita frenetica ed emozionante. In mattinata, l’ex vicepresidente del Grosseto Simone Ceri gli ha donato una maglia celebrativa con la scritta “Vincenzo Sabatini da 1.000 e una notte” con la foto del portierone.

Poi, a ridosso della partita, la targa consegnata dal presidente regionale della Figc Paolo Mangini arrivato appositamente da Firenze, l’omaggio degli avversari, antagonisti e amici dell’Argentario, con l’allenatore Riccardo Berni e il capitano Samuel Moriani che gli hanno donato una maglia e un pallone autografati.

L’omaggio dei compagni di squadra del Rispescia con Davide Mennella che gli ha lasciato la fascia di capitano, la presenza di tanti allenatori ed ex compagni di squadra che sono venuti a celebrare questo evento unico, insieme ai tanti amici di Porto Ercole che non sono voluti assolutamente mancare in questa occasione speciale e irripetibile.
L’associazione calciatori lo ha premiato con una targa consegnata dal vicepresidente nazionale Giorgio Gaggioli, il Coni lo ha premiato con la delegata provinciale Elisabetta Teodosio, l’associazione allenatori è intervenuta con il presidente provinciale Pietro Magro e Francesco Luzzetti lo ha premiato a nome del Milan Club Bruno Passalacqua.
Durante la cerimonia ci sono stati i saluti del presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti, dell’allenatore Filippo Andreatta, dell’ex giocatore del Grosseto Stefano Pannini e dell’onorevole Fabrizio Rossi.

Poi è iniziata la partita, terminata 1-1. E chi pensava che per Vincenzo Sabatini sarebbe stata una semplice passerella si è sbagliato di grosso. Sabatini ha alternato una serie di interventi di ordinaria amministrazione con altri di un tasso di difficoltà piuttosto elevato, si è inchinato soltanto allo strepitoso gol di Cristiano Schiano su un imperioso colpo di testa; fino a quando ha compiuto il capolavoro parando un rigore al capocannoniere del campionato, Riccardo Loffredo, dopo aver commesso un fallo sullo stesso Loffredo lanciato a rete in cui ha preso il cartellino giallo rischiando anche l’espulsione.
Non contento della prodezza, Sabatini ha negato il gol all’Argentario anche sul proseguimento dell’azione e la sua prodigiosa parata ha dato linfa al Rispescia che dopo poco è pervenuto al pareggio con un rigore trasformato da Pavin.
Insomma, una giornata straordinaria in cui la realtà ha dimostrato di avere sempre più fantasia di qualsiasi sceneggiatura perché quella di Vincenzo Sabatini è “solo” una splendida realtà fatta di enorme passione, dedizione, attaccamento e amore verso questo sport e verso il ruolo che lui interpreta magistralmente il ruolo del portiere: il ruolo del numero 1. 
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