Scontro fra barche all’Argentario, sul caso indagheranno due ufficiali della Marina militare
A breve l’incarico del gip per gli accertamenti. Velocità, rotta, manovre strumentazioni e altro: nell’incidente morirono Giorgio Andrea Coen e Anna Claudia Cartoni
GROSSETO. Due ufficiali della Marina militare verranno incaricati di compiere accertamenti sullo scontro tra imbarcazioni – una barca a vela e un motoscafo – avvenuto al largo di Monte Argentario, quello del 23 luglio scorso nel quale morì il gallerista romano Giorgio Andrea Coen, 59 anni, e per il quale risulta ancora dispersa Anna Claudia Cartoni, ex atleta romana, insegnante di ginnastica e giudice federale, 60 anni.
Ciò avverrà nei prossimi giorni, quando davanti al giudice Sergio Compagnucci si aprirà la fase dell’incidente probatorio (un’anticipazione del dibattimento), rinviata per vicissitudini varie fino ai nostri giorni. Per quell’incidente sono indagati dalla pm Valeria Lazzarini i conducenti delle due imbarcazioni, Per Horup, imprenditore danese di 60 anni, e Fernando Manzo, imprenditore abitante a Roma, 62 anni, marito di Cartoni. Il collegio peritale composto dai capitani di vascello Curzio Pacifici e Sergio Simone dovrà accertare la dinamica, la rotta della Bibi Blue e quella della Vahiné ed eventuali variazioni a ridosso dello scontro, il rispetto delle regole di navigazione, la presenza di strumentazioni anche elettroniche, le condizioni meteomarine, la velocità di navigazione, l’eventuale presenza di servizi vedetta, il punto esatto dell’urto, le manovre eseguite dopo l’urto, cosa avrebbero i comandanti dovuto fare per evitare la collisione, la manutenzione delle imbarcazioni, le comunicazioni con le autorità costiere. Un quadro minuzioso, le cui conclusioni dovrebbero poi consentire alla magistratura di attribuire le eventuali responsabilità in merito alle ipotesi di omicidio colposo e danneggiamento colposo aggravato. La richiesta di incidente probatorio era stata avanzata da Fernando Manzo, che è assistito dagli avvocati Carlo Coppi ed Enrico De Martino. Gli avvocati Jacopo Trevisan e Filippo Schiavon sono i difensori di Horup.
Nel procedimento, finora, sono coinvolti come parte offese le persone che erano a bordo e i familiari delle vittime e come responsabili civili la società dilettantistica Vahiné e le compagnie assicuratrici. Ciascuno dei soggetti ha nominato propri difensori e verosimilmente potrà nominare anche propri esperti che possano accompagnare con le loro valutazioni il percorso del collegio peritale.
Da quel 23 luglio si cerca ancora il corpo di Anna Claudia Cartoni. Specialisti dei vigili del fuoco, con il robot Rov, sub di Genova come anche quelli della capitaneria di porto avevano scandagliato per giorni i fondali della zona dello scontro. Lo studio delle correnti aveva poi fatto allargare le ricerche di superficie. La donna era a bordo della barca a vela condotta dal marito, rimasto ferito, con lo scafo rimasto sventrato dal violento urto; ai comandi del motoscafo c’era Horup. Le ricerche erano state poi interrotte. Di Anna Claudia si è tornati a parlare in occasione dei ritrovamenti di corpi in avanzato stato di decomposizione su spiagge toscane, l’ultimo dei quali a Punta Ala nel dicembre scorso: ma quel corpo non è della povera Anna Claudia.
Adesso si apre la fase processuale, sempre in attesa che il mare restituisca, quanto prima, il corpo della donna.
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