Gioco
Ponte ciclabile di Grosseto vietato alle bici: da 5 anni manca un’ordinanza
Migliaia di ciclisti lo percorrono. Ma il transito è interdetto. Il ponte ciclopedonale sull’Ombrone fu inaugurato il 28 marzo 2018
GROSSETO. Pista ciclabile: il pasticcio continua. Ormai da 5 anni. Il percorso ciclopedonale sul fiume Ombrone, che fu inaugurato con grande enfasi dal Comune di Grosseto nel marzo 2018 ad Alberese, continua a essere vietato alle bici.
Il Tirreno ne ha scritto a novembre scorso, pubblicando la foto con il cartello “divieto di transito” che campeggia all’inizio del ponte. Ora è cambiato qualcosa, che però non risolve un bel nulla, anzi non fa che protrarre il piccolo gap amministrativo, sintomo di una burocrazia non certo spedita. La novità è che in queste settimane, sotto al divieto di transito che campeggia da tempo all’imbocco del ponte (v. la prima foto, scattata mesi fa), il Comune ha installato un pannellino integrativo bianco con su scritto “eccetto autorizzati” (v. la seconda foto a destra).
Supponiamo che si riferisca ai ciclisti, ma da nessuna parte è scritto: non c’è alcuna specifica sotto al cartello, quindi chi arriva (un ciclista per esempio) non sa se sia autorizzato o meno al transito. Come può saperlo?
Per quanto scomodo, può andare a cercare informazioni all’albo pretorio del Comune, dove l’ente deve aver pubblicato la relativa ordinanza dirigenziale (ogni segnale dev’essere legittimato da un atto amministrativo che lo istituisce, regolamentando la circolazione in quel tratto di strada). Peccato che all’albo non sia pubblicato niente; non troviamo alcun atto riferibile al nuovo pannello in questione. Perlomeno in queste ore non c’era, dopo attente verifiche al Tirreno non risulta. E così non c’è modo di sapere chi siano gli “autorizzati” al transito. In pratica è spuntato un cartello, ma non c’è ancora l’ordinanza che legittima la sua installazione e riporta le informazioni del caso. Il pannello integrativo appare come “posticcio”, incompleto e senza senso; per cui si presume che valga ancora il cartello “divieto di transito” applicabile a tutti i veicoli. I ciclisti che vogliono attraversare il ponte non possono ancora farlo, perché sono tuttora in divieto; non sono autorizzati, il loro nome non compare da nessuna parte. L’infrastruttura “attende” ancora una regolamentazione da parte dell’ufficio mobilità.
Un po’ di storia
Il ponte ciclopedonale sull’Ombrone fu inaugurato il 28 marzo 2018 dopo lunga attesa. Diventò realtà in località La Barca e fu salutato con una gran festa di popolo in presenza del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che lo percorse in maniera anche piuttosto scenografica su un carro trainato da buoi. Scopriamo ora che è sempre stato vietato al transito. E mai oggetto di un’ordinanza che ne disciplinasse la mobilità. Eppure era (ed è) una bella struttura in acciaio e materiali ecocompatibili, il cui accesso fu spontaneamente spalancato al transito di pedoni, bici, cavalli e (per un giorno) pure buoi diventando soprattutto il paradiso dei ciclisti. Un’infrastruttura considerata strategica, con grandissimi risvolti in chiave turistica, in grado di imprimere un formidabile input alla mobilità ciclistica.
Il cartello dei paradossi
I mesi scorsi Fabio Tognetti, responsabile mobilità di Legambiente Toscana, ha fatto notare i due cartelli alle estremità del ponte, portando allo scoperto un assurdo gap che negli anni era sfuggito a tutti i ciclisti: la presenza ai lati del ponte di due segnali di divieto di transito. Segnali del genere non ammettono la circolazione dei veicoli in una strada, compresa quella dei “velocipedi”, cioè le biciclette, ovvero proprio quelli che sono sfrecciati a migliaia dal 2018 a oggi, peraltro su input del Comune che ha sempre sponsorizzato la mobilità dolce.
«La segnaletica verticale presente a entrambe le estremità del ponte vieta il transito a tutti i veicoli, compresi i velocipedi – spiega Tognetti – Sono dunque due le possibilità: se è un errore, la segnaletica va corretta subito, introducendo un divieto specifico di transito ai soli veicoli a motore. Se non è un errore, il ponte sarebbe da considerarsi solo pedonale. Ma non voglio credere a questa seconda ipotesi, che sarebbe oggettivamente paradossale».
Abbiamo ricostruito che i cartelli furono messi dopo la chiusura del cantiere, prima dell’inaugurazione del ponte. Il disegno del Comune era quello di evitare l’accesso ai veicoli a motore, lasciando il libero transito alle biciclette e ai mezzi di soccorso. Ma la segnaletica integrativa ai divieti di transito non è mai stata installata finora (solo adesso è spuntata, ma non c’è ancora l’ordinanza specifica) ; né è mai stata fatta in 5 anni dall’ufficio comunale competente l’ordinanza per regolamentare tutta la mobilità sul ponte.
In loco è spuntato solo un tentativo di correzione, in verità un po’posticcio. Ma l’arteria continua a essere vietata al transito.
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