Toscana
Grosseto, sosta selvaggia al Misericordia: prime mosse per mettere ordine
A tre anni dalla realizzazione della nuova ala (e del parcheggio) dell’ospedale Asl e Comune finalmente s’incontrano. L’area non era mai stata disciplinata
GROSSETO. Sosta selvaggia all’ospedale Misericordia, macchine sui marciapiedi e stalli disabili occupati. Da anni il posteggio di fronte all’ala nuova del presidio appare come una terra di nessuno, dove gli incivili se ne infischiano delle regole più basilari piazzando la macchina in curva o davanti ai divieti di fermata, nell’impunità più o meno assoluta.
Non risulta che siano fatte multe, qua: una sorta di “isola” che sfugge a controlli e verbali degli agenti. Ma perché? A riaccendere i riflettori sul problema (una sorta di far west a zero sanzioni) sono stati alcuni cittadini che hanno segnalato il tutto al Tirreno. Hanno parlato di stalli handicap occupati da macchine senza contrassegno, vetture in bilico tra marciapiedi e curve e così via. Ed è vero. Ma il punto è che l’area di sosta non risulta sia mai stata “disciplinata” dall’Asl e nessun accordo sia mai stato siglato con il Comune per prendere in carico e sorvegliare (in un’area non di sua proprietà) 245 stalli bianchi, liberi e aperti a tutti, e 19 posti per invalidi. Il parcheggio in questione fu realizzato a servizio dell’ospedale, davanti alla nuova ala inaugurata nell’aprile 2019, ma in questi anni non sembra aver visto alcun confronto (o perlomeno alcun confronto costruttivo) tra l’Asl e il Comune, cioè tra la proprietà e l’ente controllore, finalizzato a far sì che gli agenti intervenissero.
Facciamo un salto indietro. La Municipale può intervenire in area privata aperta al pubblico? In generale sì: secondo il Codice della strada le aree private a uso pubblico non protette da sbarre rispondono in tutto e per tutto alle regole del Codice, anche per la sosta. Matteo della Negra (portavoce di Gac) ha ragione quando solleva il problema invocando i dovuti controlli degli agenti per sanzionare gli incivili.
Ma è anche vero che per operare in un’area di sosta occorre che prima la segnaletica sia regolamentata a dovere, come Il Tirreno ha riportato giorni fa e ribadisce tuttora. E ad oggi non risulta che lo sia, nel caso specifico dell’ospedale: stando alle nostre informazioni non risulta che il posteggio sia legittimato dagli atti amministrativi dovuti, quelle determine dirigenziali obbligatorie per “normare” i segnali. Quando viene posto un nuovo cartello, o quando ne viene modificato uno esistente, occorre un atto del dirigente comunale che revochi l’atto precedente che stabiliva una determinata regolamentazione, per regimarla in modo diverso. Dalle informazioni acquisite dal Tirreno, non risultano atti di questo tipo da parte del competente ufficio Mobilità. Un gap durato anni, da 2019 a oggi.
Da chi è dipeso il ritardo?
Presumiamo da entrambi, Asl e Comune: all’Asl proprietaria degli spazi da regolamentare, alla quale in primis deve interessare che circolazione e sosta filino senza intoppi nella sua proprietà. E al Comune, visto che di quest’area aperta all’uso pubblico l’ente municipale ha competenza per il controllo (come appunto prevede il Cds). Sorge qui la necessità di avviare (pur con evidente ritardo) un’interlocuzione tra i due enti per mettere insieme il proprietario dell’area e il soggetto (la Municipale) deputato ai controlli. La novità è che oggi finalmente qualcosa si muove. Un primo incontro tra l’Asl Toscana sud est e il Comune è avvenuto i giorni scorsi, mentre un altro è atteso a breve, a dimostrazione del fatto che vi sia finalmente interesse da entrambe le parti a risolvere. Un confronto inevitabile e del tutto necessario, per operare. Lo scopo è quello di prendere in mano la questione e risolverla, esaminare la congruità o meno della segnaletica (da parte della Municipale) e quindi procedere all’ordinanza dirigenziale che permetta agli agenti di intervenire.
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