La manifestazione
Massa Marittima, dottoressa va in pensione ma non verrà sostituita
Sale inevitabilmente il massimale degli altri medici del Comune a 1.800 pazienti
MASSA MARITTIMA. Un’altra dottoressa non eserciterà più la sua professione a Massa Marittima e non verrà sostituita. Un problema reale, quello della carenza dei medici di base che non riguarda solamente le Colline Metallifere, ma gran parte della Regione Toscana, ma non solo che in alcuni territorio tuttavia “morde” maggiormente.
La dottoressa Stefania Negrini, iscritta negli elenchi dei medici di assistenza primaria dell’ambito territoriale Colline Metallifere, Comune di Massa Marittima, cesserà la propria attività convenzionale da oggi. Tutte le procedure messe in atto per l’assegnazione di un incarico provvisorio, inviando richiesta di disponibilità ai medici titolari del ruolo unico di assistenza primaria e attività oraria operanti nell’azienda e ai medici della graduatoria aziendale di disponibilità, non hanno avuto esito, si ripercorre nel provvedimento dirigenziale dell’Asl sud est.
Sono state individuate e pubblicate così le quattro zone carenti per l’ambito territoriale Colline Metallifere, di cui due con obbligo di ambulatorio principale nel comune di Massa Marittima: alla conclusione della procedura di assegnazione solo una zona carente è stata accettata. Così è stata chiesta la disponibilità ad aumentare il massimale individuale di scelte a 1800 assistiti da parte del direttore di distretto Colline Metallifere, Amiata grossetana e Grossetana e dal responsabile delle cure primarie, per le vie brevi, al coordinatore della Aft Massa Marittima dottor Renzo Rondelli e ai dottori Viviana Attuati, Linda Pinzuti, Ivo Fabbri e Andrea Miccoli (medici titolari iscritti nel comune di Massa Marittima).
Questo si è reso necessario per garantire la copertura assistenziale a tutti i pazienti in carico alla dottoressa Negrini al momento della sua cessazione. Il massimale aumentato è temporaneo e durerà dunque fino al conferimento dell’assegnazione della titolarità della zona carente, ovvero all’individuazione di una diversa soluzione organizzativa che assicuri la copertura assistenziale alla popolazione massetana.
L’Azienda si impegna ad acquistare l’autorizzazione regionale, previo parere del comitato d’azienda della medicina generale. In attesa di individuare dunque il medico titolare, è necessario che a tutti i medici interpellati venga aumentato il massimale a 1800. Il problema della carenza di medici era stato sollevato già da tempo da molti addetti ai lavori che avevano individuato le difficoltà che si sarebbero presentate nel giro di pochi anni. Esercitare la propria professione in piccole realtà con pochi servizi non è certamente semplice: servono nuovi incentivi, sicuramente economici, ma anche strutturali. Per il caso specifico, l’allarme sul pensionamento della dottoressa a Massa Marittima e la mancanza di sostituzione a breve termine era stato lanciato un paio di settimane fa dai referenti, ricordiamo, del Tavolo della Salute.
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