Italia
Asterisco Clan schiera l’avvocata Al vaglio la «correttezza» del Cda
La lettera inviata da Fondazione al Collettivo per dettare le condizioni di rinnovo. Il consiglio voleva mantenere il vecchio gestore anche dopo l’esplosione del caso
GROSSETO. «Buongiorno a tutti, vi inoltro la proposta di convenzione per la gestione museale 2023, confermando la volontà del consiglio (di amministrazione) di proseguire la nostra collaborazione». Così si legge nella lettera inviata alle 10,16 di martedì 13 dicembre dal responsabile amministrativo di Fondazione Grosseto Cultura all’indirizzo del Collettivo libero anti noia; cioè al Clan, che accetta malgrado una riduzione delle condizioni economiche.
Dopo il “caso asterisco”.
Può dunque Fondazione Grosseto tornare sui propri passi? Se sì, con quali conseguenze?
Sono le domande che il Collettivo ha scelto di affidare all’avvocata Paola Tamanti, che riassume: «Alla luce di questa proposta di convenzione, che Clan ha accettato nelle sue condizioni fondamentali (cioè quelle economiche) fatte salve alcune richieste di modifica alle modalità di erogazione del servizio e alle responsabilità, stiamo valutando la correttezza dell’operato della Fondazione».
Fra chi propone e chi accetta si stabilisce infatti un “legame”: un vincolo che, secondo quanto suggerisce l’avvocata, potrebbe comportare qualcosa di simile a un accordo. Questione non di poco conto, visto che in caso di rescissione di un accordo (rescissione unilaterale, in questo caso) ci sarebbero da onorare diritti e doveri; da una parte e dell’altra.
Anche perché è Fondazione a dettare le condizioni (economiche e non, compreso l’inserimento di sanzioni amministrative in caso di disservizio) a Clan. Nella lettera di martedì 13 dicembre, infatti, riduce infatti leggermente la quota fissa della convenzione relativa alle aperture concordate settimanalmente con Clan (di norma 24 ore), e rimodula le quote percentuali sugli scaglioni di incasso con «l’obiettivo di superare i 21.000 euro di incasso, cosa già avvenuta quest’anno», cioè il 2022. E quindi aggiunge che «l’ipotesi considerata raggiungibile è quella di ripetersi migliorando».
Scriverà poi il Cda che la scelta di non rinnovare la convenzione (come già successo in passato con altri fornitori) giunta a scadenza naturale il 31 dicembre è stata presa «con l’unica ed esclusiva motivazione di assicurare un miglioramento funzionale e tecnologico dei servizi nelle strutture museali gestite da Fondazione e garantire nel contempo un risparmio economico».
Traduzione: fondazione vuole proseguire con Clan e traccia anche la via del risparmio. «Sono naturalmente a disposizione per approfondimenti e commenti», chiosa il mittente il 13 dicembre. Salvo poi, secondo quanto sostiene il Collettivo, non rispondere alle istanze di Clan.
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