La manifestazione
Addio al presidente Andrea
Brugi, il falegname artista di Montemerano, si è spento ieri mattina al Misericordia. I compaesani potranno pregare per lui nella chiesa riscaldata dal suo ultimo desiderio
MONTEMERANO. L’ultimo desiderio di Andrea Brugi è stato esaudito. I suoi compaesani potranno pregare per lui in una chiesa riscaldata grazie ai fondi raccolti martedì sera nell’iniziativa organizzata a teatro dalle associazioni Accademia del Libro, Ccn (centro commerciale naturale), filarmonica Giuseppe Verdi, Pro loco e polisportiva Montemerano e all’amore di una comunità intera.
Brugi, falegname artista, si è spento ieri mattina all’ospedale Misericordia di Grosseto a soli 48 anni, strappato ai suoi affetti da una malattia che lo aveva costretto alle dimissioni, l’estate scorsa, dal ruolo di presidente della Pro loco, che ricopriva con dedizione e umiltà.
Nel pomeriggio, alla camera ardente, c’erano tutta Montemerano e tutta Manciano, mentre sui social si riversava il cordoglio di tutti coloro che lo hanno conosciuto. In moltissimi, Pro loco in primis, appena si è diffusa la notizia della scomparsa hanno voluto cambiare la propria foto profilo mettendo uno dei suoi famosi uccellini.
Era l’estate del 2018 quando i famigerati paletti antiauto piantati nella piazza della chiesa di Montemerano, uno degli angoli più belli d’Italia, erano diventati un caso nazionale. E il successivo ottobre Brugi vi fece posare sopra delle figurine in legno di ulivo (gli stessi alberi tra i quali era cresciuto e dai quali aveva sviluppato l’amore per il legno) raffiguranti degli uccellini, simbolo di riappacificazione.
«Con questa installazione ho cercato di stemperare gli animi e di mettere un po’ di pace in questo paese», raccontava all’epoca il falegname artista al nostro giornale. Un proposito, nella frazione a forma di cuore “spezzato” fra maggioranza e minoranza del governo di Manciano ma anche all’interno della popolazione stessa, che fu infine raggiunto proprio grazie agli uccellini, ricavati da vecchi taglieri.
Le opere furono poi rubate e lui giurò di non realizzarne ancora. Promessa che non poté reggere alle tante richieste da parte di amici e conoscenti; e chi tutt’oggi ne ha uno lo custodisce gelosamente.
E ancora, in pieno lockdown, nel giorno di San Giorgio patrono, quando non si poteva uscire per festeggiare, la sua Pro loco donò a ogni famiglia del paese una lanterna da far volare la sera
Lo scorso febbraio, Brugi aveva saputo catalizzare ancora una volta la generosità dei mancianesi tutti a sostegno del corriere Daniele Passafiume, che a fine turno si era accorto di aver perso gli 800 euro guadagnati durante la giornata. Brugi era in Danimarca, terra di origine della moglie (che aveva conosciuto nel 2004 durante una vacanza di lei in Toscana e mai più lasciata). Saputo del fatto lanciò una colletta che raccolse in breve tempo oltre 1.200 euro, consegnando la differenza alla Misericordia di Manciano.
«La nostra Misericordia ha bisogno di noi» fu anche l’ultimo post sul suo profilo Facebook.
Pochi mesi più tardi, dopo aver già detto addio a barba e capelli lunghi, la malattia lo costrinse al ritiro dal vertice della Pro loco. Ma per il paese intero non smise mai di essere “Il Presidente”. L’associazione volle donargli una maglia firmata da tutti gli associati, così come poi gli dedicò uno striscione che campeggia ancora nella frazione.
Alcuni giorni fa, dal letto di ospedale, aveva lanciato la sua ultima iniziativa. Per una volta, sommessamente, rivolta anche a se stesso.
«L’amministrazione comunale è vicina alla famiglia. Abbiamo perduto una figura sempre attiva e disponibile per la comunità», dice il sindaco Mirco Morini (amico personale dei genitori di Brugi), che martedì sera aveva voluto partecipare all’iniziativa al teatro insieme alla vicesindaca Valeria Bruni e ad altri cento compaesani del borgo e accorsi anche dalle zone circostanti.
Solo il tempo tiranno ha impedito che la busta che custodiva i 3.500 euro frutto della generosità delle associazioni promotrici e dei tantissimi convenuti gli potesse essere consegnata. «Non siamo riusciti a dargliela, ma ha saputo della cifra raccolta e depositata nelle mani del parroco don Roberto», assicura Benedetta Giacolini, chiamata a colmare il vuoto lasciato da Brugi alla guida della Pro loco.
Brugi lascia i genitori, il fratello, la moglie e la figlia piccola, e un vuoto incolmabile nell’animo di chi lo ha conosciuto e non riesce a capacitarsi della sua scomparsa.
La salma verrà cremata. Non ci sarà alcun funerale, ma la prossima settimana (giovedì o venerdì) verrà celebrata una messa in suo ricordo in San Giorgio Martire, chiesa del Trecento a 286 metri di altezza sul livello del mare finalmente riscaldata grazie ai fondi raccolti dalla sua iniziativa e all’amore della sua comunità.
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