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Grosseto patria dei ladri di biciclette: a centinaia scompaiono ogni anno

di Nicole Terribile
Grosseto patria dei ladri di biciclette: a centinaia scompaiono ogni anno

Tantissime segnalazioni social anche se alla municipale ci sono solo otto denunce. Secondo gli addetti ai lavori c’è anche il rischio dell’esistenza di un mercato nero

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GROSSETO. Sembra quasi di vivere nel film “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica, per citare un celebre titolo. Sì, perché non importa che siano legate a un palo o a una rastrelliera, o custodite gelosamente dentro a un garage: nel capoluogo maremmano scompaiono centinaia di bici ogni anno.

In una città che aspira a diventare sempre più “green” e dove l’amministrazione comunale cerca di incentivare la mobilità sostenibile, i frequenti furti dei mezzi a due ruote rischiano di essere un duro colpo. D’altronde, basta fare un giro alla stazione, in piazza Guglielmo Marconi, per farsi un’idea delle dimensioni del fenomeno.

Nell’estate del 2021, la polizia municipale aveva rimosso dalle rastrelliere davanti alla stazione ferroviaria tutte le bici abbandonate, molte delle quali erano stata rubate e poi lasciate lì a “marcire”. A un anno e mezzo di distanza, la situazione è tornata a essere pressoché la stessa: le rastrelliere sono stracolme di bici; alcune sono state rubate e poi lasciate lì nuovamente. Altre, invece, erano state legate dai legittimi proprietari, ma al loro ritorno hanno ritrovato solo le ruote ancora con la catena chiusa, o magari hanno ritrovato la bici, ma senza cambio o sellino. Furti di questo tipo, purtroppo, avvengono in tutte le zone della città, a cominciare dalla Cittadella dello studente: molti giovanissimi, infatti, all’uscita da scuola non trovano più il mezzo con il quale erano arrivati lì al mattino prima della campanella. La situazione ha ripercussioni anche sulle rivendite grossetane.

«Basta guardare fuori dalla vetrina: ogni giorno vedo passare le stesse persone, e ogni giorno hanno una bicicletta diversa. I grossetani che si spostano in bicicletta non vogliono rinunciarvi, ma non vogliono neanche ricomprarne una costosa, con il rischio che venga rubata, ancora una volta», dice Alessio Seripa, titolare del negozio Bici sport di via Roma. «A mio figlio gliene sono state rubate due. Una volta, addirittura, aveva ancora le ruotine», gli fa eco la sorella Alessandra. «Molti grossetani chiedono bici usate, ma è difficile trovarne. Non c’è molto mercato. Se decidono di comprarne una nuova, vogliono spendere poco, al massimo un centinaio di euro, il che è un grosso problema per noi, che abbiamo sempre puntato su mezzi di qualità e che, quindi, hanno un costo più elevato – analizza anche Roberta Tommasini, titolare dello storico negozio Tommasini di via Nepal –. A una mia storica cliente hanno rubato qualche giorno fa due bici dal garage di casa: costavano circa 6-700 euro l’una».

Secondo Seripa, il problema dei furti di biciclette è aggravato anche dall’esistenza di un “mercato nero” di bici rubate, che vengono rivendute a prezzi stracciati. Nel 2022, alla polizia municipale sono state presentate otto denunce per furti di biciclette, di cui due sono state restituite ai legittimi proprietari. Molti di coloro che vengono derubati della loro due ruote, insomma, non si rivolgono alle autorità, ma preferiscono spargere la voce sui social. «Oggi mi hanno rubato questa bicicletta. Se mi vedete chiamatemi», scrivono decine di persone su Facebook, nella speranza che il passaparola possa servire il loro scopo: ritrovare la bici che è stata loro sottratta.

«Il problema – commenta Tommasini – è che se si ritrova la bici è difficile poi stabilirne la proprietà. Magari si è buttato via lo scontrino o la garanzia». Nelle bici più costose, il telaio riporta un numero, che può anche essere iscritto sul registro nazionale cicli per dimostrare chi è il titolare. «Ma spesso il numero identificativo viene grattato via dai ladri», continua la donna. Purtroppo, non esistono formule magiche per far sì che i propri mezzi a due ruote non vengano presi di mira dai malviventi. Il consiglio sia di Seripa che di Tommasini è di investire in una catena antifurto di buona qualità. «Le catene da quattro o cinque euro sono molto facili da rompere. Bastano delle cesoie o uno strattone piuttosto forte. Meglio investire in catene di maggiore qualità, più robuste, che hanno un costo di 20-25 euro», il suggerimento.

Insomma, nulla se paragonato con il costo per ricomprare il mezzo rubato. L’altro consiglio è di legare la bici non solo dalla ruota, ma anche nei fori del telaio. Anche se, purtroppo, non vengono rubate solo le bici nella loro interezza: c’è anche chi porta via solo il manubrio, le ruote, la sella. Gps e microchip possono essere utili per ritrovare il mezzo pochi minuti o ore che è stato rubato. Se passa troppo tempo potrebbe essere individuato dal malvivente ed essere gettato via.  

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