Sicurezza
Dopo oltre un secolo chiude il bar Morena: «L’ora della pensione»
L’attività era un punto di ritrovo a Boccheggiano
BOCCHEGGIANO. «Con me credo che l’attività finirà: ora è tutto diverso». Nel 2018 l’aveva di fatto preannunciato: era il tempo della pensione. Più sfumata la risposta sul quando, sui tempi: anni, mesi. Con la fine del 2022 però dalle parole, dalle idee, è passata ai fatti e dal primo gennaio lo storico – termine spesso gettonato e abusato, ma raramente così azzeccato per un’attività – bar Morena di vicolo del Pozzo a Boccheggiano ha abbassato la sua saracinesca. L’ultimo giorno, il 31 dicembre, per un’attività dei primi del Novecento, pronta a far scomodare gli archivi, i carteggi: potrebbe essere uno dei più antichi della provincia? Difficile stabilirlo con certezza e la curiosità nel frattempo diventa refrain.
«Quel che posso dire è che sicuramente è stato tramandato da generazioni dopo generazioni a partire dai nonni del nonno di mio marito, oltre 120 anni fa: ecco questo si può dire», spiega a Il Tirreno Morena Ciacci, 68 anni, che ha gestito il locale per ben 45 anni. «In realtà anche qualcosina di più. Mi sono sposata a 23 anni, prima da fidanzati frequentavo già il bar e da lì in poi ho iniziato. Ho poi gestito con mio marito il bar che a sua volta arrivava dalla sua famiglia, dai nonni dei nonni: dal 2018 mio marito non c’è più e da quel momento ho pensato da sola all’attività. Con il tempo così ho maturato l’idea che fosse arrivata l’ora della meritata pensione. E alla fine con lo scorso 31 dicembre ho preso la decisione», prosegue Ciacci.
Bar, vero, ma anche tabacchi, edicola e soprattutto un punto di ritrovo per un piccolo borgo di qualche centinaio di persone. La sala della televisione, la parola gentile, i sorrisi, le bevute insieme e i tavoli dove un tempo si giocava a carte: «Sì, so che gli abitanti sono dispiaciuti, me l’hanno detto, e capisco, ma durante l’inverno diventava sempre più difficile perché c’è la tendenza nel borgo a rimanere spesso in casa. Poi è arrivata l’ora della pensione, ho dedicato al bar oltre 45 anni della mia vita. Sono cambiate tante cose in questi anni e quindi ho deciso di lasciare», aggiunge Morena a pochi giorni dalla chiusura di quel locale dal sapore amarcord che di fatto – complici gli orari di apertura – svolgeva più di un semplice servizio agli abitanti del paese.
E non è un caso che da molti in paese questi “saluti” siano vissuti come più di una chiusura di un’attività dopo oltre un secolo. E poi la domanda d’obbligo: e ora? «Questo lavoro è molto bello, ma sono anche contenta di cambiare. Con me credo che l’attività finirà: ora è tutto diverso», aveva anticipato Morena nel 2018: una visione che a distanza di poco più di quattro anni, con la saracinesca che oggi è abbassata, conferma. E con lei si chiude davvero un’epoca.
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