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Sanità

L’Asl assume medici internisti da destinare ai pronto soccorso

di Massimiliano Frascino
L’Asl assume medici internisti da destinare ai pronto soccorso

Saranno 7-8 gli specializzati che potranno prendere servizio in provincia

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GROSSETO. Fare di necessità virtù. Ovvero avere un bisogno disperato di introvabili medici di emergenza urgenza, e assumere medici internisti che per due anni potranno ruotare nei pronto soccorso della Asl Toscana sud est.

È quel che si accinge a fare l’azienda sanitaria in virtù nella delibera 1621 del 23 dicembre scorso, a firma del direttore generale Giuseppe D’Urso. Con la quale la Asl, sempre che rispondano alla chiamata, assumerà a tempo indeterminato 24 medici internisti attingendo alla graduatoria ancora in vigore di un concorso Estar del 2020. A seguito di un bando che prevedeva la possibilità di destinare per due anni questi medici a ruotare nei pronto soccorso aziendali. Nelle strutture sanitarie della provincia di Grosseto – dove nei 5 pronto soccorso mancano in pianta organica almeno una decina di medici – potrebbero arrivare 7-8 medici specializzati in medicina interna. Che si aggiungerebbero ai 3-4 che dovrebbero arrivare entro i primi mesi dell’anno nuovo, fra specializzandi e specializzati, con una formazione specifica in medicina di emergenza e urgenza. A seguito di un bando specifico dello scorso settembre che non aveva avuto un grande successo.

Così vanno le cose ai tempi della penuria generalizzata di medici, con picchi che riguardano le aree dell’emergenza/urgenza, dell’anestesia e della medicina di base. Come ovunque in Italia.

Nelle tre province di Grosseto Siena e Arezzo sono 13 i pronto soccorso: tre a Siena, e 5 ciascuno nelle province di Grosseto e Arezzo. Il pronto soccorso di Grosseto, prima dell’avvento del Covid, era quello che aveva mediamente più accessi annui – fino a 75mila persone – nonostante sia il territorio con meno popolazione residente, a causa della massiccia presenza di turisti per almeno tre mesi all’anno. In questo momento sono poco più di 40 i medici specializzati in emergenza urgenza, e specializzandi, impiegati nei 5 pronto soccorso provinciali. La gran parte in quello di Grosseto, con diversi medici che ruotano anche sulle ambulanze e sulle auto mediche. A seguire quelli di Orbetello, dove l’80% circa degli accessi avvengono nel periodo estivo, e poi quelli di Castel del Piano, Massa Marittima e Pitigliano.

Se il pronto soccorso del Misericordia è generalmente ritenuta una struttura allettante per lavorare, le cose si complicano in modo particolare per gli ospedali periferici dell’interno. Dove i medici specializzati in emergenza urgenza spesso rinunciano ad andare, vanno poco volentieri o dai quali si trasferiscono appena possibile, perché sono ritenuti penalizzanti dal punto di vista professionale. A causa del fatto che in certe realtà si vedono pochi pazienti e quasi tutti per patologie secondarie, perché i casi più complessi vengono dirottati sul pronto soccorso di Grosseto o addirittura su quello di Siena. Vedere pochi casi in un anno, dal punto di vista professionale, è penalizzante perché si possono perdere le cosiddette “skills”, le competenze.

Per ovviare a questi problemi, nell’area dipartimentale dell’emergenza/urgenza grossetana è stata impostata una rotazione per cui un po’ tutti i medici periodicamente fanno servizio nei diversi pronto soccorso, così da far fare a tutti un’esperienza adeguata. Approccio che ha riscontrato una generale condivisione. Questi problemi, d’altra parte, non sono tipici di Grosseto, ma si riscontrano in tutta Italia. Così come un po’ ovunque esiste il problema del numero elevato di straordinari per ovviare alle carenze organiche, e dell’insoddisfazione per il trattamento economico di medici sottoposti a uno stress particolare. Anche se sembra che su questo fronte ci sia da parte della Toscana sud est l’intenzione di corrispondere un’indennità integrativa.


 

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