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Grosseto

Peep Pizzetti: inviate le cartelle, spese legali da pagare in 24 rate

Peep Pizzetti: inviate le cartelle, spese legali da pagare in 24 rate

Il ricorso di alcuni proprietari era stato bocciato dalla Corte d’Appello di Firenze, polemica del Partito democratico: «La destra (e non solo) ha illuso quei cittadini»

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GROSSETO. Otto i ricorsi respinti dalla Corte di Appello di Firenze, e altri 44.088,80 euro che entrano nelle casse del Comune alla voce “Rimborsi da contenziosi vari”. Alla battuta finale (per il momento) della vicenda del Peep Pizzetti mancavano solo le modalità per poter pagare a rate, ma ora ci sono anche quelle.

L’atto di accertamento mette le cifre nero su bianco. Anche se, appunto, il totale sarà più alto: alcuni dei ricorrenti, infatti, hanno già pagato in solido; altri, invece, hanno chiesto e ottenuto di poter rateizzare il debito.

Lo anticipava pochi giorni fa a Il Tirreno uno dei proprietari, in un amaro sfogo nel quale lamentava – fra i tanti aspetti controversi della vicenda – il fatto che da un lato il Comune non aveva voluto concedere ai ricorrenti un accordo di rientro privo di spese accessorie, né dall’altro aveva ancora comunicato le modalità dell’accordo stesso.

Quest’ultimo aspetto è stato infine “coperto” due giorni fa a conclusione – fanno sapere dal municipio – dei tempi tecnici per lo studio e la redazione del piano di ammortamento. Ogni singolo appellante deve versare 5.511,10 euro, e chi non ha già provveduto (per mancanza di liquidità) oggi può farlo in 24 rate in due anni.

Magra consolazione per i proprietari è che il Comune ha sbrogliato la matassa entro il 31 dicembre. Altrimenti sarebbero incorsi nella nuova “pace fiscale” del governo Meloni, che dal 1° gennaio 2023 moltiplica per 4 la misura degli interessi legali: dall’1,25% al 5%, penalizzando così drasticamente ogni rateizzazione. Tra parentesi: viceversa, se la questione fosse stata chiusa entro il 2021, avrebbero pagato lo 0,01% (il minimo storico).

E proprio lo sfogo del proprietario «fa tornare di attualità quella triste vicenda che ha coinvolto circa 400 famiglie ora costrette a subire dopo il danno (il maxi conguaglio) la beffa (le spese legali per i ricorsi rigettati) – premette l’unione comunale del Partito democratico – Ma fa riflettere anche sul modo in cui gli esponenti della destra grossetana (e per la verità non solo quelli della destra) abbiano illuso quei cittadini promettendo soluzioni miracolistiche quando erano all’opposizione, puntualmente contraddette quando sono giunti al governo della città».

I Dem ricordano poi che «era l’8 aprile 2015 quando il consigliere comunale d’opposizione Fabrizio Rossi tuonava a mezzo stampa contro la giunta comunale di fronte all’ipotesi del maxi conguaglio: “Non è accettabile che 400 famiglie che intendevano comprare la prima casa a prezzi economici si trovino adesso a pagarla a un prezzo addirittura superiore al mercato”».

L’unione comunale del Pd ricorda ancora che «dopo circa un anno, il 14 luglio 2016, appena divenuto assessore, egli prometteva sempre a mezzo stampa “di riesaminare l’intera vicenda e di arrivare presto ad una soluzione diversa rispetto a quella, estremamente penalizzante, indicata dalla precedente amministrazione».

E aggiunge: «Sappiamo poi com'è andata a finire: per una sorta di legge del contrappasso lo stesso Rossi ha ricevuto la delega alle aree Peep e proprio lui ha richiesto quel maxi conguaglio contro il quale tuonava quando era all’opposizione».

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