Gioco
«La città del futuro»: dalle scuole ai parchi, a Grosseto è una pioggia di milioni
La giunta fa il punto sul Pnrr tra soldi pubblici e privati. Caro materiali: arrivano le rassicurazioni dell’assessore
GROSSETO. Il sindaco di Grosseto e la giunta comunale hanno fatto lo stato dell’arte sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) a Grosseto: una serie di interventi che cambierà il volto della città con gli oltre cento milioni di euro complessivi disponibili, tra interventi pubblici e privati. Sul piatto della bilancia ci sono 22 interventi, con oltre 33 milioni di finanziamento e 14 di cofinanziamento. In sala consiliare si sono dati anche appuntamento le associazioni di categoria, che hanno manifestato speranze, soddisfazioni e preoccupazioni per l’evolversi della situazione, alla luce degli aumenti dei costi energetici e del Codice degli appalti appena approvato dal Governo Meloni.
Il crono-programma del Pnrr, se non interverranno proroghe nei prossimi anni, prevede il collaudo e l’entrata in funzione delle opere per il 2026. Dalla metà del prossimo anno ci sarà la conclusione delle procedure di gara, dopodiché, nel 2024 è prevista l’apertura della maggior parte dei cantieri, che concluderanno i lavori entro il 2025. «Un lavoro gigantesco - ha detto il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna - che è stato possibile effettuare con le sinergie che abbiamo costituito e con le intenzioni che abbiamo saputo percepire attraverso l’intermediazione delle associazioni. Stiamo ristrutturando e organizzando il comune di Grosseto, mettendo in piedi una vera e propria "macchina da guerra", anche approfittando della partnership con la Fondazione PromoPA. Un lavoro - prosegue - che abbiamo fatto con il segretario Luca Canessa e il suo sostituito Simone Cucinotta, un grande esperto di Pnrr e che ha portato sul territorio oltre cento milioni. In questi anni si gioca il futuro del nostro Comune e dell’Italia. Il Pnrr rappresenta il momento ricostruttivo dopo la pandemia, ma impegna con le riforme della giustizia, della pubblica amministrazione, della digitalizzazione verso una grande rivoluzione». Nello specifico, a Grosseto con il Pnrr arriveranno complessivamente 33.754. 263 euro. La fetta più importante, circa il 67%, quindi oltre 22 milioni, arriveranno dalla missione 5-componente 5 e cioè da infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore. Il 25%, quasi 8 milioni e mezzo, saranno destinati all’efficienza energetica e riqualificazione degli uffici. Il 5% proviene dalla missione 4 per il potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione, percentuali minori, circa il 2%, sono per la digitalizzazione e sicurezza nelle pubbliche amministrazioni e per la tutela del territorio e della risorsa idrica.
Quindici milioni sono arrivati dal Pinqua, per il quale Grosseto, insieme ad altre undici città, ha ricevuto una menzione speciale al merito progettuale dall’ex ministro Giovannini. Il Comune e i privati parteciperanno all’intervento per la riqualificazione dell’area di via dei Barberi. «L’amministrazione - ha aggiunto il sindaco - dovrà intervenire per il trasferimento dell’ufficio anagrafe, che comporterà la demolizione dello stabile, con tutti gli aumenti del caso a nostro carico. Il Pinqua è la chiave verso il futuro, che permetterà di sistemare la cinta muraria ma anche il Peep di via Barberi. Stiamo tra l’altro lavorando per una bretella di sfogo per la Cittadella dello studente. In questa maniera restituiremo alla città una zona che è diventata di un degrado sconcertante». Il primo cittadino ha illustrato gli interventi che saranno previsti, a cominciare dal Central Park grossetano al Diversivo, un polmone multidisciplinare, con tanto di boschi urbani. Un occhio particolare sarà rivolto alla scuola, con la costruzione di una scuola che vada a rispondere alla mancanza di aule per la scuola di via Adamello/Montebianco o a quello dell’asilo di via Statonia. Ma ci sarà anche l’efficientamento per la scuola di via Rovetta, oltre che per la piscina di via Lago di Varano.
Nei loro interventi Enrico Romualdi (ordine ingegneri), Annarita Bramerini (Cna), Mauro Carri (Ance), Marco Di Giacopo (Confesercenti) hanno espresso perplessità sull’aumento dei costi, sugli appalti. Ginanneschi ha cercato di tranquillizzare i presenti sul futuro del Pnrr: «Tutti gli interventi - ha detto - hanno la sua fase progettuale. Ci sono già degli appalti integrati, in via Saffi e per la scuola di via Montebianco, perché il cerino del Pnrr è ancora in mano alle amministrazioni, costrette a fare i conti con il 30% dei costi rispetto agli studi di fattibilità di due anni fa. Il governo deve probabilmente intervenire anche qui. È la problematica affrontata anche di recente dall’Anci. Dobbiamo però continuare affinché le fasi di ogni singolo intervento proseguano nonostante le preoccupazioni che sono state espresse. C’è la necessità di andare avanti sui binari che sono stati tracciati e ci auguriamo di non essere lasciati soli».
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