Gioco
La solidarietà arriva alla stazione: apre l’Help Center delle Ferrovie per i clochard
Grosseto. Non è un dormitorio o un ambulatorio né una mensa ma uno sportello che eroga interventi di prima assistenza e svolge funzioni di indirizzamento a chi ne ha bisogno
GROSSETO. Inaugura oggi, alla stazione di Grosseto, il quarto Help Center di Ferrovie dello Stato Italiane in Toscana (anche se quello di Livorno, al momento, è stato aperto ma non è mai entrato a regime) e il ventunesimo in Italia, che nasce all’interno del progetto di solidarietà realizzato dalla società pubblica in collaborazione con gli enti locali e il terzo settore per affrontare e contrastare i fenomeni di disagio sociale presenti nelle stazioni.
Non è un dormitorio o un ambulatorio né una mensa ma uno sportello che eroga interventi di prima assistenza e svolge funzioni di indirizzamento a chi ne ha bisogno e non sa a chi altro rivolgersi; e rischia così di precipitare ancora più a fondo nel circolo vizioso di disagio e degrado.
Si presenta, in sintesi, come un punto di riferimento per chi vuole una mano a rimettersi in piedi.
In pratica, le persone in difficoltà che gravitano o arrivano o finiscono nella zona dello scalo ferroviario, da oggi possono rivolgersi agli operatori per avere – ad esempio – una sciarpa per proteggersi dal freddo o un paio di scarpe, ma anche ottenere informazioni sulle apposite strutture dislocate in città dove andare a mangiare o a dormire (associazioni specializzate, centri di accoglienza, comunità terapeutiche e altro ancora).
L’iniziativa nasce in seno a Onds, l’osservatorio nazionale della solidarietà nelle stazioni italiane, un progetto del settore Politiche sociali del gruppo Fs realizzato in partenariato con Anci (l’associazione nazionale comuni italiani) e la cooperativa sociale Europe Consulting, che ne coordina la segreteria nazionale e cura la direzione tecnica e operativa.
La stazione di Grosseto si inserisce così in una rete il cui primo nodo fu intessuto nel 2000 con l’apertura del primo Help Center a Milano, a cui fece seguito nel 2002 il “gemello” di Roma. Le due capitali (economica e repubblicana) avviarono nel 2003 un progetto sperimentale che portò all’accordo tra Anci e Fsi nel 2005 e – contestualmente – alla costituzione dell’Onds vero e proprio. L’intero sistema è stretto nella Carta dei valori e degli intenti stesa nel 2006.
A testimoniare il lavoro portato avanti nel corso degli anni sono i numeri relativi all’ultimo quinquennio di attività (2016-2020) preso in esame dal Rapporto di sostenibilità del gruppo Fs: oltre 107mila i diversi utenti che si sono rivolti ai centri della rete per più di 2 milioni e 300mila interventi sociali effettuati (di cui quasi 2 milioni gli interventi di bassa soglia erogati – distribuzione di beni primari, cibo, vestiti o coperte, servizi igienico sanitari di base – e oltre 400mila gli interventi di supporto e orientamento sociale) grazie all’intenso lavoro quotidiano di migliaia di operatori e volontari che negli anni si sono alternati sui servizi.
I nuovi utenti, ossia le persone che per la prima volta sono state prese in carico dai servizi sociali di stazione della rete Onds, sono stati oltre la metà degli utenti totali tra il 2016 e il 2020 (55%).
In riferimento al 2021, sebbene la raccolta delle informazioni provenienti da alcuni Help Center sia ancora in corso rispetto al momento della scrittura del rapporto, dalle prime analisi si stima un aumento di oltre il 10 per cento rispetto al 2020 delle persone che si sono rivolte agli sportelli della rete.
Nel corso del solo 2022, poi, i vari Help Center nazionali hanno effettuato complessivamente 400mila interventi generici, 50mila interventi di supporto e orientamento e la presa in carico di oltre 15mila persone con programmi di intervento individuali.
Per la creazione degli Help Center, il gruppo Fs concede locali all’interno delle stazioni o nei pressi delle stazioni ferroviarie, in comodato d’uso gratuito, ad associazioni ed enti che si occupano di marginalità e di emergenza sociale.
Lo sportello di Grosseto si trova – spalle a piazza Guglielmo Marconi – passando dal corridoio a sinistra dell’ingresso principale e che conduce ai binari. Al suo interno si trovano un ufficio e una piccola area magazzino dove sono stati raccolti alcuni indumenti.
A gestire l’Help Center maremmano è quindi il Coeso-Sds, almeno in questa prima fase iniziale strutturata come una sperimentazione. Già da oggi e per i primi mesi, gli operatori sono presenti allo sportello con orario alternato (tra mattine e pomeriggi, non le notti).
Il loro primo compito, oltre – ovviamente – a quello di rispondere alle necessità immediate degli utenti del servizio, è quello di “raccogliere dati” preziosi per strutturare l’assistenza: possono, per esempio, segnalare alla Ronda della carità il maggiore o minore afflusso di persone, in modo tale da non disperdere il valore dell’impegno dei volontari.
L’obiettivo finale è invece quello di coinvolgere, nel tempo, il mondo del volontariato nel suo insieme. Trovandosi a disposizione l’Help Center, è infatti auspicabile che le associazioni possano volerlo utilizzare per propri progetti e servizi di integrazione e inserimento o reinserimento, prendendolo quindi “in gestione”.
Il che rende necessaria una distinzione tra gli utenti. Il disagio sociale, infatti, può essere causato dal disagio mentale o dalla condizione di povertà (vecchia o nuova che sia).
Una persona senzatetto che appartiene alla prima categoria deve essere “controllata” e seguita – nei limiti del possibile – per l'incolumità propria e altrui. Una che fa parte della seconda categoria, per esempio, potrebbe invece chiedere di essere messa in contatto con il Centro per l’impiego o, se non parla italiano, di accedere a corsi di lingua di livello introduttivo; o essere messa sulla strada giusta.
In questo contesto, infatti, spesso l’impulso a rimettersi in piedi potrebbe essere ostacolato dalla paura di essere giudicati dal prossimo.
L’apertura dell’Help Center può rappresentare infine – aspetto, tuttavia, non secondario – uno strumento ulteriore a disposizione della polizia ferroviaria nell’aiutare le persone in difficoltà.
Gli agenti della Polfer, che ogni giorno sono in prima linea ad affrontare il disagio sociale allo scalo ferroviario maremmano (spesso dovendo gestire situazioni al limite o anche oltre) da oggi possono contare sul punto di appoggio offerto dagli operatori del Coeso; e viceversa.
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