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Marina in vendita

Il balneare-sindacalista molla lo stabilimento: «Spese troppo alte, ormai non ce la facciamo più: lascio Marina di Grosseto»

Il balneare-sindacalista molla lo stabilimento: «Spese troppo alte, ormai non ce la facciamo più: lascio Marina di Grosseto»

Ma non è l’unico titolare in fuga dal litorale maremmano. Anche lui molla la Marina dopo quarant’anni

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MARINA DI GROSSETO. Come il Pianista sull’Oceano, dopo quarant’anni “a bordo” del Paperino (a Marina di Grosseto) Antonio Smeragliuolo – che anche ieri era “barricato” nei suoi locali in cerca di una soluzione che non c’è – ha deciso di mettere in vendita il suo stabilimento balneare. E non è il solo a lasciare (o ad aver già lasciato) la sabbia del lungomare della Maremma.

«La “fuga” è iniziata già due anni fa. Grazie al passaparola alcuni bagni sono già passati nelle mani di altri acquirenti italiani. Diciamo che noi siamo il primo stabilimento storico a lasciare», conferma Smeragliuolo, la cui famiglia aveva acquistato il Paperino nei primi anni Ottanta.

«Ho messo piede per la prima volta qui dentro che avevo 10 anni (e da allora ho fatto qui il bagnino, il cameriere, il pizzaiolo…), e per questo bagno ho mangiato pane e olio. Ci ho speso tutto quello che avevo, ma adesso (e non voglio dirlo) adesso basta», confessa con dolore.

Ma, appunto, non è il solo a lasciare; o ad aver già lasciato.

Giusto ieri Mondo Balneare, che si presenta come il portale di riferimento per il settore turistico balneare, “appuntava” alla propria bacheca degli annunci più interessanti del bimestre novembre-dicembre la cessione di un grande stabilimento con giardino, piscina, parcheggio, cabine con doccia calda, bar, ristorante, pizzeria, grande veranda coperta di 130 metri quadri, appartamento di guardiania, campi da beach tennis e calcetto, 230 punti ombra.

Prezzo richiesto: 1 milione e 600mila euro.

I motivi alla base della decisione dell’ignoto venditore (l’annuncio non riporta il nome del bagno) non sono noti. Quelli di Smeragliuolo, che è anche vicepresidente nazionale del sindacato Itb Italia (imprenditori turistici balneari), li svela a Il Tirreno lui stesso: «Non ce la facciamo a sostenere le spese, specialmente dopo un’estate da incubo come questa, incomprensibile».

«Abbiamo aperto a maggio – spiega – ma non si trovava personale, e soprattutto i clienti, malgrado il meteo favorevole, venivano soltanto il sabato e la domenica: abbiamo chiuso la stagione con meno 40 per cento di presenze e meno 50 per cento di fatturato. Impossibile rifarsi dei costi dell’energia».

Il titolare, poi, calca la mano. «Per il sindaco è tutta questione di promozione del territorio, quindi manda a fare le foto nei giorni clou come Ferragosto per raccontare che va tutto bene. Ma non è così: in questa stagione ha retto solo chi aveva uno zoccolo duro di clienti storici, per chi (come noi) si reggeva sul turismo il colpo è stato troppo forte», spiega.

E poi precisa: «Il problema sta nei prezzi delle case a Marina: sono troppo alti, e con quella cifra una famiglia preferisce fare una vacanza in Grecia che una settimana a Grosseto». Per lui c’è una responsabilità – di nuovo – da attribuire «a chi ha deciso che Marina doveva essere “elegante”, e quindi non ci doveva più venire la gente “normale”. Ma è stato un fallimento».

Una volta era l’inverso. L’albergo era per i facoltosi, l’appartamento per tutti gli altri. E che il “tutti gli altri” non ci siano stati, quest’estate, Smeragliuolo lo ha verificato nel momento in cui ha cercato di mettere in pratica l’usanza della “cessione”: «Mi alzavo alle 4 del mattino per lavorare, ho abbassato i giornalieri a 15-20 euro per ombrellone e due lettini, ma niente. Allora ho anche chiesto ai colleghi di passarmi i clienti, come si faceva quando di turisti ce n’erano in abbondanza, ma l’abbondanza non c’era».

E così, a fine stagione, l’amaro calice.

«Io e mio fratello ci siamo messi a fare i conti. I problemi si accumulano, la banca non ti dà il finanziamento per fare i lavori, lo Stato non ti dà gli aiuti, ci hanno messo all’asta… ci è passata la voglia», confessa ancora Smeragliuolo, che – pur di non mollare – tenta anche la Fortuna: «Sto cercando, in maniera “umana”, di cavarmela: mi sono messo a comprare anche i “Gratta & vinci” e a giocare al Superenalotto pur di trovare i soldi per trovare il denaro che ci potrebbe servire per andare avanti»

E infine conclude: «A fronte di tutto questo sono purtroppo arrivato a pensare che, nonostante 42 anni di esperienza, forse sono io che non sono più bravo a fare il mio mestiere. Spero e mi auguro che il prossimo titolare del Paperino riesca a fare meglio di quanto ho fatto io».

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di Redazione web