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Ballerini, le tre generazioni di ottici che da 66 anni fanno vedere il mondo agli altri

di Sara Landi
Mario, il nipote Tommaso e la figlia Lara davanti alle vetrine del negozio di corso Carducci
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Mario, il nipote Tommaso e la figlia Lara davanti alle vetrine del negozio di corso Carducci

Mario aveva aperto il primo laboratorio nel garage di casa nel 1956, ora il nipote si prepara a entrare nell’attività di familia

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GROSSETO. L’iscrizione alla Camera di Commercio porta la data del 17 dicembre 1956. Risale ad allora la nascita del negozio Ottica Ballerini che ebbe la sua prima sede in piazza Dante 4 prima di trasferirsi nei locali attuali di corso Carducci 59. Per l’Ottica Ballerini e per il suo fondatore, Mario Ballerini, 87 anni compiuti il 3 novembre scorso, parlare di attività storica è più che giustificato.

A ricostruire un percorso sempre all’insegna dell’innovazione è la figlia Lara, la seconda generazione del negozio. «E c’è una terza generazione che si sta formando – annuncia Lara – perché mio figlio Tommaso sta studiando per diventare ottico e dopo il diploma verrà a lavorare con noi». Gli occhiali e l’attenzione al cliente e alle sue esigenze sono dunque un patrimonio di famiglia. E l’origine di questa vocazione è abbastanza curiosa. «Mia nonna Amalia – dice Lara – rimase vedova con i figli e pur provenendo da una famiglia benestante volle pensare da sola alla sua famiglia e aveva un banco in piazza. Vendeva tanti articoli, compresi gli occhiali. Babbo Mario che era ancora un bambino la aiutava: fu un rappresentante ad accorgersi di quanto ci sapesse fare con gli occhiali, tanto da consigliare a mia nonna di farlo studiare per diventare ottico».

Mario Ballerini consegue il diploma da ottico nel 1955 e da allora è diventato un punto di riferimento nel settore. Con un inizio che sa di avventuroso. «Prima del negozio allestì il suo laboratorio nel garage di casa in via Ciro Menotti – dice la figlia – Lì con strumenti da lui costruiti tagliava le lenti di vetro con le pinze e poi dava loro la forma con la mola manuale». Poi nel 1956 arriva il negozio di piazza Dante e comincia una storia fatta di grandi intuizioni e capacità di innovare. «Quando mio padre ha iniziato questo lavoro – ricorda Lara – l’occhiale era solo un ausilio al pari di una stampella o di una dentiera. Non si dava importanza all’estetica. Solo in tempi più recenti è diventato un accessorio di moda e lui l’ha capito prima di altri, portando per la prima volta in negozio brand come Nina Ricci, Dior o Ferrè. Mi viene in mente il designer francese Alain Miklì quando definiva l’occhiale la cornice del volto: lo cito non a caso perché il nostro negozio fu uno dei pochi in Italia selezionati da Miklì per avere i suoi modelli e questo solo grazie alla lungimiranza di Mario».

La stessa attenzione dedicata alle montature è riservata da sempre anche alla qualità delle lenti e ai servizi per la misurazione della vista. «Ricordo ancora quando fece il suo ingresso in negozio l’autorefrattometro – dice Lara – il primo strumento elettronico per misurare la vista: fu una bella rivoluzione e all’inizio non fu subito capita».

Sabato 17 dalle 17 l’Ottica Ballerini festeggia i suoi 66 anni e il suo fondatore Mario con un aperitivo in negozio pensato per riabbracciare i tanti clienti affezionati, «i bambini di allora – dice Lara – che oggi vengono con i loro figli». In mostra anche i riconoscimenti che l’Aio (Associazione italiana ottici e optometristi) ha tributato a Ballerini, la medaglia d’onore per gli oltre 60 anni di attività e la targa di negozio storico per l’Ottica Ballerini.


 

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