Gioco
Senzatetto muore vicino alla stufa di un circolo dove si riparava dal freddo. Addio “Tempesta”
Con l’arrivo del rigore invernale il 70enne era ospitato in una struttura. Il calorifero a pellet è stato posto sotto sequestro
ORBETELLO. Non aveva una casa e per questo era ospitato nei locali di un circolo di Orbetello, in modo da non stare sotto le intemperie. Ieri mattina è stato trovato senza vita accanto a una stufa a pellet. Se ne è andato così Giorgio Perillo, classe 1952, orbetellano.
Senzatetto
In riva alla laguna era molto conosciuto. Tutti lo chiamavano sin da ragazzo “Tempesta”. In passato aveva fatto il meccanico. Di recente si era trasferito a Porto Santo Stefano per poi fare ritorno a Orbetello. Le vicissitudini della vita lo avevano portato a restare senza una casa. Per dormire, si appoggiava alle varie associazioni che offrono alloggio ai senza tetto. Poi era arrivato nella struttura in cui poi ha trovato la morte.
D’inverno non era possibile dormire senza avere un tetto sulla testa; ieri mattina però è arrivata la triste scoperta. Chi l’ha trovato ha subito chiamato i soccorsi ma per Giorgio non c’era più nulla da fare.
Sul posto è arrivata un’ambulanza del 118. Il corpo è stato portato all’obitorio del San Giovanni di Dio di Orbetello dove è stato sottoposto a una ricognizione cadaverica; seguirà un’autopsia. Sono intervenuti i carabinieri della stazione di Orbetello. La stufa è stata posta sotto sequestro.
La situazione di “senza tetto” di Perillo avrebbe potuto terminare fra qualche settimana visto che aveva fatto richiesta per entrare nelle graduatorie dell’emergenza abitativa, come riferiscono alcune persone che lo conoscevano e a cui lo aveva confidato. I funerali di Giorgio non sono stati ancora stabiliti.
Bando per l’emergenza
Proprio in queste settimane, infatti, sono scaduti i termini per la presentazione delle domande per l’emergenza abitativa nel comune di Orbetello. Le richieste per avere un alloggio sono state 18. Otto di queste sono state subito escluse visto che coloro che le hanno presentate non avevano i requisiti previsti dalla legge. Le relative domande sono state divise in due sezioni, emergenza abitativa e sfratto; 8 le famiglie in emergenza abitativa e 4 in sfratto. Il conto porta a 12 invece che a 10 perché due famiglie si trovano sia nella situazione di emergenza abitativa che sotto sfratto. Adesso le domande dovranno restare pubbliche fino al 2 gennaio per consentire eventuali osservazioni. La graduatoria è stata redatta da una commissione. Se al 2 gennaio nessuno avrà fatto opposizione, una volta che si saranno liberate case, sempre nel rispetto delle percentuali previste per le abitazioni che possono essere affidate in emergenza abitativa, potranno essere assegnate agli aventi diritto. Nel caso ci siano opposizioni, la commissione dovrà riunirsi per una nuova graduatoria. L’utilizzo autorizzato dell’alloggio è una modalità provvisoria di assegnazione di un’abitazione a un nucleo familiare che ne ha i requisiti. L’assegnazione è prevista per un massimo di due anni, rinnovabile esclusivamente nel caso che permangano i requisiti e fino a un massimo di tre anni.
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