Gioco
Gazze marine avvistate in Maremma, gli esperti: «Un evento eccezionale»
Esemplari ripresi in video da un veterinario: «Si tuffavano in modo insolito»
MONTE ARGENTARIO. Si tuffava e riemergeva in modo insolito. Non era un gabbiano: la sua fisionomia ricordava piuttosto quella di un pinguino. Una presenza che ha attirato l’attenzione di chi era lì a pesca e che, documentandosi, ha scoperto di essere di fronte a una “gazza marina”, specie decisamente eccezionale in Maremma.
Lo straordinario avvistamento è avvenuto all’Argentario domenica in due momenti diversi (la mattina e il pomeriggio) e in due punti distinti del promontorio, comunque non lontani tra loro: la prima volta è accaduto verso le 11, 30 nella cala del Mar Morto, la seconda intorno alle 16, 30 a Porto Ercole. Impossibile sapere se si sia trattato dello stesso esemplare o meno. Sta di fatto che a notare entrambe le volte i volatili è stato un medico veterinario, che trovandosi sul posto a pesca è riuscito a immortalarli in alcuni video, da lui girati alla redazione del Tirreno.
Lui si chiama Tommaso Tardella. Originario dell’Umbria vive ad Alberese ed è un veterinario dell’Asl, lavora a Castel del Piano. Due giorni fa (era domenica) si trovava a Monte Argentario. «Ho visto credo due esemplari – spiega – anche se non posso avere la certezza che non fosse lo stesso». Gli uccelli avevano un comportamento diverso dai gabbiani, si immergevano in modo atipico rispetto a loro, nuotavano sotto il pelo dell’acqua e risalivano, ma anche il colore era del tutto diverso. «Mi sono incuriosito, ho preso il telefonino e girato alcuni brevi video, che volevo mostrare a un mio amico, esperto ed appassionato, per capire di cosa si trattasse. ..». Erano gazze marine. Un avvistamento eccezionale in Maremma, il primo che sia stato documentato qua ma che va di pari passo con altre straordinarie “apparizioni” notate in varie parti d’Italia. In questi giorni le segnalazioni si stanno moltiplicando. In Calabria, in Puglia, in Liguria. Le cronache riportano sempre più spesso la notizia degli avvistamenti delle rarissime gazze marine; e a interrogarsi sul fenomeno sono esperti e ornitologi. Cosa sta succedendo?
È il Centro ornitologico toscano (Cot) a darci una risposta parlando di una vera e propria «invasione di gazze marine lungo la costa toscana» e spiegando il fenomeno. «In molti in questi giorni, facendo una passeggiata sul lungomare – fa sapere il Cot – si saranno chiesti se quello strano uccello bianco e nero che galleggiava tranquillo a poca distanza dal molo fosse un pinguino. Così come in molti si sono posti la stessa domanda in seguito a foto postate sui social e scattate sui nostri litorali toscani».
No, non si tratta di pinguini bensì, come fanno sapere proprio gli esperti del Centro ornitologico toscano, «di gazze marine (Alca torda), una specie di uccello marino nordico della famiglia degli Alcidi, cugine delle buffe e più conosciute “pulcinelle di mare”. In questi giorni si è assistito a un’inconsueta “invasione” di questi uccelli, in genere piuttosto rari alle nostre latitudini e da cui sono scaturite decine di segnalazioni lungo tutte le coste della nostra regione, e italiane in generale, dalla Liguria fino alla bassa Maremma».
Queste invasioni, a detta degli esperti ornitologi, «sono spesso causate da tempeste atlantiche, che spingono un po’fuori rotta o un po’più a sud questi uccelli durante la migrazione facendoli entrare in numeri inconsueti nel Mediterraneo». Spossate dal lungo viaggio, le gazze «entrano spesso nelle acque calme dei porti e porticcioli o sotto costa, attirando così l’attenzione dei curiosi». La gazza marina è un uccello marino che nidifica in nord Europa, dalle coste inglesi alla Scandinavia, all’Islanda e alle remote isole artiche. È un abile nuotatore che sfrutta le tozze ali per “volare” sott’acqua e immergersi in profondità alla ricerca dei piccoli pesci di cui si nutre. «La stagione invernale invece la trascorre più a sud, soprattutto lungo le coste atlantiche e solo in piccoli numeri nel Mediterraneo». Facendo una passeggiata sulla spiaggia può capitare di imbattersi in alcuni di questi uccelli spiaggiati, stremati dalle fatiche del viaggio. «In questi casi – dice il Centro ornitologico – occorre avvisare subito un centro di recupero per la fauna selvatica, il Cruma Lipu di Livorno in particolare, per consentirne un rapido soccorso. In caso di rinvenimento di uccelli morti, importante segnalare il fatto alle autorità competenti o all’istituto zooprofilattico per le analisi e per stabilire cause del decesso o eventuali patologie».
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