Il Tirreno

Grosseto

Il lutto

Egidio, un maestro di mascalcia. Oggi avrebbe compiuto 60 anni

di Nicole Terribile
Egidio, un maestro di mascalcia. Oggi avrebbe compiuto 60 anni

Colella era stato per anni al lavoro al Cemivet, questa mattina una messa

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GROSSETO. Oggi avrebbe compiuto 60 anni. Il suo cuore, però, ha smesso di battere lo scorso 30 dicembre. Egidio Colella era un padre, un marito e un istruttore al centro militare veterinario. Per anni ha dedicato anima e cuore alla mascalcia.

Oggi sarebbe stato il suo compleanno, e così la sua famiglia e i suoi amici hanno deciso di ricordalo con una messa alla cappella del centro militare veterinario di via Castiglionese, alle 9,30. Un uomo buono, così lo ricordano quanti hanno lavorato con lui, ma anche simpatico e scherzoso. «Gli piaceva scherzare, aveva sempre la battuta pronta. Aveva un cuore grande: era molto generoso e quando avevi bisogno di qualcosa c’era sempre», racconta l’ex collega, Savino Diafiera. «Ho conosciuto Egidio all’inizio della sua carriera militare, nel 1980, quando era un giovane allievo della Scuola di mascalcia di Pinerolo. Era uno “scugnizzo” sveglio e intelligente, anche troppo esuberante – ricorda con un sorriso il comandante Giovanni Graglia – Già allora prometteva molto bene come maniscalco, tant’è che gli venne chiesto di rimanere nella scuola anche una volta terminato l’anno di corso di specializzazione».

I due si rincontrarono poi nel capoluogo maremmano. «Arrivai a Grosseto nel 1996 come vicecomandante del neonato Cemivet. Egidio era diventato responsabile della mascalcia: si era affermato in Maremma come un maniscalco capace e ricercato, e aveva inoltre avuto la possibilità di portare avanti e sviluppare i suoi hobby, come l’allevamento e addestramento dei pastori tedeschi e l’allevamento di piccoli animali, soprattutto di canarini, in cui eccelleva, da buon casertano. È sempre stato un collaboratore leale – continua Graglia – schietto e fidato. Sia in quei due anni, sia nel periodo 2006-2009 quando sono tornato al Centro come comandante. Mi sono sempre sentito onorato della sua amicizia».

Nel mondo dei cavalli lo conoscevano tutti. «Ci siamo conosciuti negli anni Ottanta quando ero un buttero – racconta Fabrizio Tarsi – Lui veniva a ferrare i cavalli. Era davvero bravissimo». E Colella non era apprezzato solo come maniscalco, ma anche come persona. «Mi è stato simpatico sin da subito – dice ancora Tarsi – Mi aveva soprannominato “nerone”, per il modo in cui portavo i capelli». Colella aveva regalato ai suoi figli anche una cagnolina, una piccola pastore tedesco di nome Fendi. «Oltre agli animali, era appassionato anche di motori. Aveva una guida piuttosto sportiva, infatti sono andato poche volte in macchina con lui», ricorda Tarsi ridendo.

Le lacrime dei figli Filomena, Pasquale e Raffaele, e della moglie Emilia, hanno lasciato spazio a un sorriso emozionato, nostalgico. Non potranno festeggiare insieme a lui questo importante traguardo, è vero, ma hanno deciso si incontrarsi con tutti coloro che gli sono stati vicini in vita. Una festa di compleanno, anche se non nel modo che avrebbero voluto. «Che tu possa cavalcare con serenità ogni angolo del cielo stellato – scrive Filomena – E con leggerezza, farti spazio in questa nuova dimensione senza sofferenza. Tua, Filomena».

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