Il dolore
Grosseto, morta a 64 anni Carla Pieri
Professionista stimata, era stata tra le prime infermiere a fare carriera come dirigente. Laureata alla Cattolica, aveva formato e diretto migliaia di operatori in varie parti d’Italia
GROSSETO. Il mondo infermieristico grossetano ha perso ieri, dopo una grave malattia, Carla Pieri, 64 anni, ex dirigente infermieristico dell’ospedale Misericordia, una professionista stimata e conosciuta in tutta la città. «Era una persona che ha aveva una salda idea della professione – la ricorda il presidente dell’Opi di Grosseto, Nicola Draoli – una professionista impegnata e attenta anche alle dinamiche sociali e politiche del nostro territorio. Era una donna affermata, importante, che ha fatto anche molto per la formazione dei colleghi». Carla Pieri, che nel 2016 si era candidata per un posto un consiglio comunale, entrando anche nell’elenco delle assessore papabili per Fratelli d’Italia, nella squadra di Fabrizio Rossi, è stata tra le prime infermiere grossetane a fare carriera in ambito dirigenziale quando tale percorso era ancora agli albori nella professione.
Carla è professionalmente cresciuta nell’ospedale grossetano, prima di laurearsi alla Cattolica di Roma e iniziare il percorso dirigenziale nel 2000 a Novara e all’ospedale Le Scotte di Siena. «Nel 2006, chiamato dal direttore Calabretta – sottolinea Draoli – tornò nella sua città di origine come dirigente infermieristica dell’allora Usl 9 nel 2006. Con l’arrivo di Lorenzo Baragatti nel 2012, diventò coordinatrice dell’ospedale di comunità, fino nel 2016, anno in cui andò in pensione per dedicarsi ad altre passioni compresa la politica». «Certo di interpretare anche il pensiero del consiglio direttivo di Opi, voglio ricordarla con un pensiero la Commissione di Albo ed i revisori dei conti si uniscono al cordoglio della comunità professionale e dei familiari. Vogliamo ricordarla con un suo pensiero del 2016: “Da infermiera in primis e poi da colei che ha diretto, formato, valutato migliaia infermieri in varie parti d’Italia, l’infermiere è un professionista che si dedica giorno e notte, gran parte della sua vita al malato, è colui che insieme all’operatore socio sanitario, sta vicino alla persona che soffre. La sua competenza ha raggiunto alti livelli, ma non ha mai perso la sua umanità e la sua motivazione, questo non dimentichiamolo mai”. Parole che facevano di lei una grande professionista e che dovranno servire di sprone per le future generazioni di infermieri».
«Una professionista preparata e una donna radiosa – così la descrive il dottor Armando Natale – Ho avuto modo di confrontarmi con lei e ho apprezzato sia la preparazione che la disponibilità».
Il rito funebre domani alle 11 a Sterpeto, seguirà la cremazione.
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