Gioco
Grosseto, la “redazione” del Fossombroni al lavoro sui primi articoli
Nell’aula magna di via Sicilia l’incontro con “Il Tirreno” per il progetto di Pcto A breve partirà anche il percorso di orientamento con le aziende partner
GROSSETO. Finalmente, dopo tante facce viste attraverso uno schermo e dopo tante parole scambiate attraverso un microfono e degli altoparlanti, ecco il primo incontro di persona con gli studenti di “Scuola2030”, il progetto pilota di Pcto – percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, ex alternanza scuola-lavoro – del Tirreno
A meno di un mese dalla creazione della redazione degli studenti, partita con 360 ragazzi e ragazze da tutta la Toscana, e cresciuta, in queste settimane, fino ad arrivare a oltre 500 giovanissimi e giovanissime aspiranti giornalisti, ieri l’aula magna dell’istituto d’istruzione superiore Fossombroni di Grosseto, in via Sicilia, ha ospitato il primo incontro vis-à-vis tra una giornalista del Tirreno e le due classi partecipanti, la 3ª AL e la 4ª E. Con loro, gli insegnanti Noemi Cattarulla, Silvia Fastelli, Alessia Gioè e Amedeo Gabbrielli.
Ai ragazzi e alle ragazze della scuola grossetana, una delle 33 in tutta la Toscana che partecipano al progetto – a Grosseto partecipa anche il liceo Rosmini – , va il merito di aver rotto il ghiaccio.
“Scuola2030”, infatti, finora si è articolato in incontri online, che hanno portato alla pubblicazione dei primi due inserti speciali scritti dagli studenti, usciti all’interno del quotidiano lunedì 7 e lunedì 14 novembre con contributi da scuole di Sesto Fiorentino, Livorno, Massa, Viareggio, Lucca, Prato, Pontedera.
La pubblicazione dell’inserto proseguirà per tutta la durata del progetto, alla fine di maggio 2023, quando si terrà una grande festa conclusiva.
E anche gli studenti del Fossombroni di Grosseto sono al lavoro sui loro primi articoli da proporre ai lettori.
«Noi vorremmo scrivere dell’uso delle sigarette elettroniche che sta dilagando tra i giovani», propone un gruppo di studenti e studentesse della 3AL. «Ma si può scrivere anche di calcio?», chiedono alcuni compagni della 4ªE.
La risposta è scontata: certo, i ragazzi possono, anzi sono caldamente invitati a raccontare il loro mondo di adolescenti. E a faro attraverso testi, foto e video.
Prima però un’immersione nella professione giornalistica: partendo dalla notizia della madre di un’ex ragazza anoressica perché offesa, durante l’adolescenza, da compagni e dietisti, abbiamo visto insieme come nasce una notizia, quali responsabilità ha il cronista, quali sono le principali regole deontologiche del mestiere.
E poi, una riflessione su un gesto che oggi molti giovani sottovalutano, ovvero quello di pubblicare sui social qualsiasi cosa passi loro per la testa, e su quali possono essere le conseguenze – per loro e per gli altri – se il contenuto della pubblicazione è offensivo, viola la privacy di qualcuno, infrange le leggi e l’etica.
Uno degli obiettivi del progetto è infatti quello di far capire ai ragazzi il valore di un’informazione professionale rispetto alla palude di fake news, bufale, bugie che si pescano in rete.
Insieme agli studenti aspiranti cronisti, all’incontro al Fossombroni hanno preso parte anche alcuni loro compagni che parteciperanno a un altro percorso proposto dal progetto “Scuola2030”, quello cioè di orientamento professionale, che partirà a breve e che porterà i ragazzi a conoscere le aziende del loro territorio – e non solo – e le opportunità lavorative che queste offrono.
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