Il Tirreno

Grosseto

Addio all’ingegner Minelli

di Maurizio Caldarelli
Addio all’ingegner Minelli

Per trent’anni direttore del Consorzio di Bonifica: fu un punto di riferimento per tutti. La figlia: «Un padre esemplare e presente: ha messo la famiglia prima della carriera»

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GROSSETO. La città piange la scomparsa dell’ingegner Giovannino Minelli, 88 anni, per trent’anni direttore del Consorzio di Bonifica. Originario di Pancole, nel Comune di Scansano, Minelli si è laureò alla fine degli anni Cinquanta all’università di Pisa e dopo aver iniziato la professione, nel gennaio 1967 fu nominato direttore del Consorzio di Bonifica Grosseto e per tre decenni è stato un punto di riferimento per l’ente di via Ximenes, per la sua alta professionalità.
Minelli si vide assegnato un incarico importante e delicato in un momento storico, particolare per la Maremma, che stava rimettendosi in piedi dopo la rovinosa alluvione del 4 novembre 1966. «Lo ricordo come un uomo intelligente – dice Fabio Bellacchi, l’attuale presidente del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud – che sapeva il fatto suo. Abbiamo lavorato insieme per un anno, visto che andò in pensione alla fine del 1997. Ho avuto modo di parlare con lui e ha sempre mostrato un grande attaccamento all’ente che ha diretto e ha fatto un gran lavoro al fianco dei due presidenti che mi hanno preceduto, Concialini e Bartoletti, con i quali ha trascorso tutta la carriera lavorativa. Posso immaginare quello che trovò al suo ingresso, con tutte le idrovore rimaste sotto dopo l’esondazione dei fiumi. Fortunatamente il Genio Civile era un partner molto forte».
Sposato con Ida Carotti, scomparsa qualche anno fa, lascia due figli, Silvia e Stefano. «È stato un padre sempre presente – sottolinea la figlia Silvia – che ci ha dato amore in ogni momento della sua vita. Per la famiglia ha sacrificato anche la sua carriera. È stato un uomo moralmente retto e ha portato avanti il lavoro con competenza e professionalità. La sua perdita è dolorosa, anche perché fino a quindici giorni fa, a parte gli acciacchi legati all’età, stava bene, abitava da solo. Io e mio fratello gli stavamo vicino quotidianamente, ma era totalmente autonomo e la notte dormiva da solo». La ragione di vita di Giovannino Minelli erano la moglie Ida, che aveva conosciuto da ragazzo a Pancole, e i due figli. «L’unica passione che ricordo – aggiunge la figlia – era il gioco delle carte, il bridge, in particolare. Anni fa prendeva parte anche a dei tornei».
I funerali dell’ingegner Minelli, che sono stati preparati dalle onoranze funebri Grandini, partiranno alle 14, 45 dall’obitorio della Misericordia. Alle 15 è prevista una cerimonia religiosa alla parrocchia dell’Addolorata. La salma verrà poi tumulata nella cappella di famiglia che si trova nel cimitero di Pancole. 
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