Il Tirreno

Grosseto

In aula

Si spacciavano dirigenti delle poste per estorcere denaro agli anziani: tre arresti

di Matteo Scardigli
I carabinieri hanno rintracciato la macchina grazie al sistema TargaManent
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I carabinieri hanno rintracciato la macchina grazie al sistema TargaManent

Orbetello. In poche ore presi quasi 2.200 euro in denaro e circa 5.000 in oro e gioielli. Fermati dai carabinieri grazie alle denunce dei cittadini, ieri in Tribunale la convalida

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ORBETELLO. Davanti alla giudice Ludovica Monachesi si è assunta piena responsabilità per l’accaduto, dicendo di esser stata lei a coinvolgere gli altri due; che sarebbero stati del tutto inconsapevoli. Nei giorni scorsi, hanno riassunto in aula i carabinieri di Orbetello, tra il Comune lagunare e Porto Ercole ci sono stati due episodi di truffa agli anziani andati a segno e uno fortunatamente sventato. Tutti con le stesse modalità.

Un uomo (o forse più di uno) chiamava a casa di persone anziane spacciandosi, di volta in volta, per il dirigente dell’ufficio postale o per uno dei nipoti, sempre parlando di fantomatici debiti e altrettanto fantomatiche gravi conseguenze per i debitori, cioè – di volta in volta – i figli o i nipoti degli anziani stessi.

Facendo leva sulla paura della persona all’altro capo della linea, intimava loro di raccogliere denaro e ori presenti in casa e di appoggiarli sul tavolo della cucina; di lì a poco, infatti, sarebbe passata un’incaricata delle Poste a ritirarli.

In un caso, proprio mentre la voce al telefono si spacciava per il nipote, il nipote vero è entrato in casa e ha troncato di netto il raggiro. Negli altri due, invece, stando all’ammissione proferita in aula, è entrata in scena lei: Carla Esposito De Pascale, classe 1992, disoccupata, prossima al parto e con già un figlio piccolo.

Non appena messo piede in casa, ha raccontato, si sarebbe diretta in cucina per prendere ciò che era stato “apparecchiato” e lo avrebbe messo in un sacchetto di plastica per poi uscire.

Ad attenderla, sui sedili anteriori di una alfa Romeo Giulietta di colore bianco con i finestrini posteriori oscurati, l’amica barista Barbara Novelli e il compagno di quest’ultima, Alessandro Del Duca; operaio.

I tre, coetanei e residenti nel napoletano, a turno hanno raccontato la stessa versione: Esposito De Pascale avrebbe chiesto a Novelli di accompagnarla a «riscuotere certi prestiti», a bordo di un’auto (la Giulietta) che non era di proprietà di nessuno dei tre ma sarebbe stata «data» loro da persone con le quali Esposito de Pascale aveva «parlato solo al telefono».

A mettere in contatto quest’ultima con «quelle persone», ha spiegato lei stessa, sarebbe stato il proprio compagno.

Nessuno, hanno ribadito tutti e tre, si sarebbe fatto domande fino a poco prima del fermo. Salvo Esposito De Pascale, che ha poi ammesso di aver “intuito” la natura dell’operazione ma di aver accettato per difficoltà economiche: avrebbe dovuto, infatti, consegnare i proventi a «quelle persone».

Le denunce per raggiro e tentato raggiro hanno iniziato ad arrivare martedì, e mercoledì la macchina – tallonata grazie al sistema TargaManent – è spuntata fuori Orbetello all’altezza dell’uscita per la Statale ed è stata intercettata dai militari di Fonteblanda; che hanno effettuato l’arresto.

Sul sedile posteriore il sacchetto contenente quasi 2.200 euro in contanti e circa 5mila in gioielli (tutto poi restituito alle vittime).

In aula, ieri, il pubblico ministero Leonardo Brogi ha chiesto la convalida e l’applicazione di misure cautelari. Il difensore dei tre, Gaetano Esposito (nessuna parentela) le ha contestate. La giudice ha quindi stabilito la convalida dell’arresto per tutti e tre con la motivazione di truffa aggravata in concorso, e il divieto di domicilio nel Comune di Grosseto per Esposito De Pascale.

Per quest’ultima la difesa ha chiesto il rito abbreviato, il patteggiamento per gli altri due. L’udienza è fissata per la prossima settimana.

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