Il Tirreno

Grosseto

«Grazie, mi avete salvato la vita». Il messaggio della 92enne Franca

di Nicole Terribile
«Grazie, mi avete salvato la vita». Il messaggio della 92enne Franca

La donna è stata operata d’urgenza: «Sono andati oltre la professione»

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GROSSETO. «Invece di andare a dormire, mi hanno salvato la vita. ‘N’è proprio cosa da poco», dice con un filo di voce e un marcato accento toscano. Tra i segni del tempo sul suo volto si fa largo un sorriso. Franca Rosoni ha 92 anni. Una settimana fa la sua vita era appesa a un filo a causa di un’ostruzione all’intestino. È stata operata d’urgenza in piena notte dall’équipe del dottor Andrea Coratti, direttore del dipartimento di chirurgia generale e d’urgenza dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Non solo sono riusciti a salvarla, hanno anche reso la sua permanenza in ospedale il meno pesante possibile.

D’altronde, quando alla professionalità si unisce l’umanità, il ricovero diventa più semplice da affrontare. «Avevo molta paura, soprattutto perché mia mamma è anziana – racconta la figlia di Rosoni, Donatella Cecconi –. Medici e infermieri non stanno trattando e hanno trattato bene solo lei, ma anche me e mio marito, quando eravamo fuori dalla sala operatoria. Si sono presi cura di noi in quei momenti drammatici. Il dottor Coratti – continua – è proprio una bella persona. Umile, disponibile e alla mano. Ha messo insieme una bella squadra».

Rosoni è originaria di Firenze, ma da anni vive nel capoluogo maremmano. L’operazione d’urgenza e le medicine l’hanno un po’ debilitata, ma nulla di che. Salvo qualche piccolo problema di salute, è ancora molto attiva, nonostante abbia più di 90 anni.

«È più arzilla di una cinquantenne», scherza la figlia. Il suo segreto di “eterna giovinezza”? Tutti i giorni fa i puzzle, le parole incrociate, oltre alla cyclette e tante passeggiate. «Non do “noia” a nessuno e mantengo il cervello a posto», dice sorridendo. Nonostante stia ancora recuperando tutte le forze e sia ancora ricoverata, vuole ringraziare in ogni modo quanti si stanno prendendo cura di lei in questi giorni: «Si parla sempre dei problemi e delle cose brutte – dice –. È giusto anche raccontare le cose belle. Mettiamolo in evidenza, perché queste persone ci aiutano tanto tanto». Colpita, insomma, da questo connubio di professionalità e umanità che ha trovato sia nel reparto di rianimazione, dove è rimasta per i primi tre giorni di degenza, sia in quello di chirurgia, dove è tutt’ora ricoverata.

«Questo ospedale è incentrato sulle persone, sui pazienti. Tutti vengono trattati benissimo e coccolati. Gli infermieri passano più volte durante il giorno per accertarsi che stiano bene. Se non avessi avuto il campanello (quello utilizzato per chiamare il personale dalla camera, ndr) non me ne sarei neanche accorta, perché ogni volta che ho avuto bisogno loro erano sempre nei paraggi. Siamo tanti, non è facile stare dietro a tutti, eppure ci riescono».

Rosoni ha tante primavere alle spalle e già qualche esperienza negli ospedali toscani, ma non era mai rimasta così piacevolmente stupita. «L’è la vita che conta – conclude Rosoni –. Quindi bisogna cercare di mantenerla meglio che c’è». Insomma, una bella storia e un pensiero, quello dell’anziana operata, che non appena ha potuto ha voluto ringraziare pubblicamente l’intero staff del Misericordia.



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