Il Tirreno

Grosseto

Addio a Giulio Raffi. Il prof giramondo paladino dei disabili

di Ivana Agostini

	Un particolare della copertina del libro di Raffi “Le vacche sulle gambe". A destra Giulio Raffi in una vecchia foto di famiglia
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Un particolare della copertina del libro di Raffi “Le vacche sulle gambe". A destra Giulio Raffi in una vecchia foto di famiglia

Arcidosso Scrisse “Le vacche sulle gambe”

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ARCIDOSSO. Amava viaggiare per il mondo e tornare alla sua campagna. Ai suoi olivi e alla sua terra. Giulio Raffi aveva in queste due passioni molto del suo mondo.
Raffi si è spento ieri a 74 anni. Da 25 era su una sedia a rotelle a causa di un incidente che aveva avuto poco tempo dopo essere andato in pensione: stava cogliendo le mandorle nella sua proprietà di Seggiano quando un ramo si ruppe e lui riportò una lesione midollare che gli cambiò la vita.
Lui però, forte e tenace come sempre, era riuscito ad adattarsi alla nuova condizione, anche aiutato dalla famiglia, e aveva iniziato a combattuto per far valere i diritti delle persone disabili anche nella vita di tutti i giorni.
Giulio Raffi era nato ad Arcidosso. La sua grande passione erano i viaggi. Da giovane, dopo gli studi, si era trasferito al nord per lavoro. Lavorava per le grandi marche automobilistiche come l’Alfa Romeo. «Ebbe la possibilità di fare carriera – ricorda il figlio Riccardo – ma lasciò tutto e a bordo di una Renault 4 andò in giro per il mondo».
Tornato ad Arcidosso dedicò la sua vita all’insegnamento, prima di inglese e poi di meccanica all’Ipsia del paese. «Amava moltissimo la sua campagna – aggiunge il figlio – e i suoi olivi. Avrebbe voluto fare un agriturismo proprio lì in mezzo e continuare a dedicarsi ai viaggi».
Raffi era un vero combattente. Le cose che non andavano bene proprio non gli piacevano. «Era un uomo schivo ma allo stesso tempo aveva moltissimi amici – dice Adriano Crescenzi, ex assessore alla cultura del Comune arcidossino – Era un uomo che, se c’era da criticare, lo faceva. Ma la sua era una critica costruttiva per cercare di migliorare le cose. Era un appassionato di politica. Spesso ci siamo confrontati, a volte eravamo d’accordo e altre no ma sempre con correttezz».
«Era un uomo che faceva sentire la sua voce – aggiunge Crescenzi – Voleva essere di stimolo per sistemare ciò che non andava. Molto spesso ci scrivevamo delle mail e lui mi dava consigli. Un uomo molto impegnato da un punto di vista sociale».
Crescenzi, da assessore aveva anche presentato il libro di Raffi “Le vacche sulle gambe”. Il titolo era per segni rossastri che lascia il freddo sulle gambe scoperte che poi si scaldavano al focolare: le “vacche”. Un libro autobiografico. Ne avrebbe voluto scrivere un altro che non è riuscito a concludere.
Per Raffi non ci sarà funerale. La salma sarà portata a Siena per la cremazione. 
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