Gioco
L’ alluvione nei filmini di famiglia, folla ed emozioni agli Industri
Teatro pieno (e tanti rimasti fuori) per l’iniziativa della Mediateca digitale
GROSSETO. Le carrucole e i panieri calati dalle terrazze come unico contatto col mondo per le famiglie isolate dalla piena e mezzo per recuperare viveri e aiuti. Un cartello beffardo, “zona soggetta ad allagamenti”, che spunta in mezzo a una distesa di fango e acqua. Un gatto appollaiato su un palo, fradicio e impaurito, e i vicini che cercano di metterlo in salvo dal balcone, che è poco sopra il livello della piena, con mezzi di fortuna. I commercianti che si rimboccano le maniche e appena le acque cominciano a defluire cercano di salvare il salvabile anche se, commenta amara la voce narrante, “sarà quasi tutto da buttare”. E poi le carcasse delle auto rovesciate, i vortici d’acqua e melma, gli aiuti che arrivano dal cielo, dagli elicotteri militari.
Sullo schermo al Teatro degli Industri scorrono le immagini – alcune inedite – di cosa accadde il 4 novembre 1966 a Grosseto, mentre tutto il mondo aveva gli occhi puntati su Firenze e sui suoi tesori d’arte violati dalla piena dell’Arno. Il documentario “Grosseto 4 novembre”, regia di Gianni Bernardini e Mauro Segatori con la voce narrante dello scrittore Sauro Marianelli e girato in 8mm, è stato recuperato e digitalizzato dalla Mediateca digitale della Maremma ed è l’omaggio, senza retorica, a una città che non dimentica.
«La Mediateca digitale della Maremma che è patrimonio della Fondazione Grosseto Cultura – spiega in apertura Alice Coiro – ha affidato all’associazione Kansassìti il progetto di recuperare e digitalizzare tutte quelle pellicole che provengono dagli archivi di famiglia e che così possono diventare fruibili sui supporti di oggi. In questa ricerca ci siamo imbattuti subito in tantissime immagini dell’alluvione e abbiamo pensato che fosse giusto riproporne alcune il giorno dell’anniversario, come si faceva un tempo al cinema: con la sonorizzazione dal vivo».
Sul palco il musicista Gabriele D’Italia in arte Mac Tire scandisce con il suono le emozioni e i ricordi che scorrono sullo schermo. Il titolo dell’evento, “L’alluvione della povera gente” non è scelto a caso ed è la dedica a Luciano Bianciardi che così definì la tragedia nel libro fotografico “Grosseto, un’alluvione per la povera gente” curato insieme a Pilade Rotella. Le parole di Bianciardi risuonano in teatro grazie alla voce dell’attrice Laura Sbrana Adorni.
«Il peggio – annotava Bianciardi – è toccato a chi stava peggio». In sala molti ragazzi di allora, intenti a scrutare le immagini cercando di riconoscere luoghi, parenti e amici e rivivendo le sensazioni di allora. L’evento era a ingresso libero fino a esaurimento dei posti; purtroppo la platea e il primo ordine di palchi aperti per l’occasione non sono bastati a contenere tutto il pubblico accorso al teatro e alcuni non hanno potuto partecipare alla proiezione, sperando in una replica. Il documentario è comunque presente con la sua colonna sonora originale sul sito della Mediateca .
In occasione dell’evento di venerdì è stata anche lanciata la campagna di crowdfunding (raccolta fondi) “Dai luce ai ricordi” sulla piattaforma Eppela per l’acquisto di un macchinario professionale in grado di trasformare le vecchie bobine di amatori o operatori professionisti in immagini con qualità da 2k a 4k del valore di 17mila euro.
Il nuovo obiettivo della Mediateca è infatti raccontare la Maremma del Novecento attraverso le immagini di momenti di famiglia: i compleanni, le recite a scuola, le gite e i matrimoni custodite dai privati nei propri archivi o magari nelle soffitte. Ad ogni contributo dai 5 euro in su corrisponde una ricompensa crescente, con la consapevolezza di aver aiutato la Mediateca a gettare una nuova luce sulla memoria storica e affettiva di un territorio.
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