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Bollette alle stelle, all’isola del Giglio i commercianti staranno aperti “a turnazione”
La contestazione finisce sul tavolo dell’Antitrust: «I costi sono triplicati, non si può andare avanti così»
ISOLA DEL GIGLIO. Sull’isola del Giglio continua la serrata delle attività contro il caro energia. Ieri è stato il secondo giorno in cui bar e ristoranti sono stati chiusi e gli alimentari hanno aperto solo dalle 10 alle 13 per offrire i servizi essenziali ai turisti presenti e ai cittadini.
La protesta gigliese non si ferma a questo: ieri il Consorzio imprese del Giglio e Cna Grosseto hanno scritto all’Antitrust per verificare il rispetto delle norme del Decreto aiuti.
Non una misura contro Sie, l’azienda che produce e distribuisce l’energia elettrica all’isola, ma una tutela delle imprese.
«Sappiamo – spiega Anna Rita Bramerini, direttrice di Cna – che i contratti, secondo una norma del Decreto aiuti, non possono essere modificati unilateralmente. Trattandosi però di una materia molto complessa abbiamo ritenuto opportuno, a tutela delle imprese, di far esaminare tutto dall’unica autorità competente, l’Antitrust, che aprirà un’istruttoria per verificare i contratti. Si tratta di un passo necessario visto che sull’isola non esiste mercato libero ma c’è una situazione di monopolio. Solo l’Antitrust potrà fare chiarezza».
Nel frattempo commercianti, ristoratori e baristi, pur rimettendoci gli incassi, continuano a stare chiusi.
La protesta, dopo aver resto Giglio porto una frazione fantasma, si è estesa anche a Giglio Castello dove alcuni commercianti hanno preso un’iniziativa che non si era mai vista prima. Staranno aperti a turnazione. «Abbiamo deciso di aderire alla serrata – dice Federica Andolfi del Bumbabar – e i tre bar presenti faranno, d’ora in poi una turnazione. Abbiamo deciso di fare turni di apertura: 48 giorni per uno fino a Pasqua togliendo le vacanze di Natale dove saremo tutti aperti».
Massimiliano Monti ha un ristorante, Porta via, a Giglio Porto e ha deciso di stare chiuso. «I costi sono triplicati – dice – e non si può andare avanti così. La nostra protesta vorrebbe svegliare le coscienze e soprattutto cercare di raggiungere il sindaco e le istituzioni per farle essere dalla nostra parte e avere un supporto in più. Per noi è un sacrificio stare chiusi perché avremmo potuto lavorare, ma un segnale lo dobbiamo dare». Barbara Galeotti è geometra e fa parte del Consorzio. «Appoggio la loro scelta – dice – Se le attività saranno costrette a chiudere per il caro energia cosa ne sarà dell’isola? A questo le istituzioni hanno pensato? L’isola sembra in lockdown. C’è un silenzio irreale. Qui l’energia viene prodotta col gasolio e di questo si deve tenere conto». Chi aderisce alla serrata ricorda che «il costo esorbitante del kw/h da pagare nel quarto trimestre 2022, ottobre – dicembre pari a 0,534 euro, in ulteriore aumento sul terzo trimestre 2022 che prevedeva un costo pari a 0,311 ha portato a questa decisione che ha avuto nel Consorzio imprese il soggetto capofila. Una decisione certamente dolorosa da parte dei promotori ma frutto di una lucida scelta intrapresa nella vana attesa di un segnale. In attesa di tempi migliori per tutti, tutte le attività partecipanti si scusano per i disagi creati consapevoli del fatto che se qualche risultato arriverà, questo andrà a beneficio di tutti, indistintamente».
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