Sicurezza
I vandali hanno strappato le vele di Bianciardi
I vandali hanno messo nel mirino due manifesti ai lati dell’ingresso della Chelliana. La direttrice Bonelli: «Un gesto incomprensibile, ma a chi davano fastidio?»
GROSSETO. È stata la direttrice Anna Bonelli Morisco ad accorgersene, ieri mattina, andando ad aprire la Biblioteca Chelliana di via Mazzini: vandalizzate entrambe le “vele” dedicate a Luciano Bianciardi, qualcuno le ha tagliate prima utilizzando una lama e poi strappando la tela, fermandosi soltanto al bordo.
«Un gesto incomprensibile, ingiustificabile. Ma perché, poi? A chi davano fastidio?», si chiede la direttrice. Le due vele sono state installate nella scorsa primavera nell’ambito delle celebrazioni del centenario di Bianciardi. Ne sono state realizzate sette che sono state posizionate nei punti strategici della città, quelli più significativi dal punto di vista culturale. E non potevano mancare alla Chelliana, visto che Bianciardi era stato direttore della biblioteca. Le due vele sono state posizionate in corrispondenza delle finestre al piano terra, a destra e a sinistra del portone d’ingresso. «Io non so quando tutto ciò sia avvenuto – aggiunge – Credo stamani (ieri, ndr), perché forse se fosse avvenuto domenica qualcuno magari se ne sarebbe accorto, avrebbe avvertito. Io l’ho visto alle 8 e mi è salita subito la rabbia. Sabato, quando abbiamo chiuso, era tutto a posto». La direttrice ha chiamato la polizia municipale per denunciare il vandalismo e probabilmente nel corso delle indagini saranno utilizzate le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in centro. Contemporaneamente Anna Bonelli ha avvertito la ditta che aveva realizzato le vele, la Tobu Group, per predisporre il ripristino «ma più probabilmente la sostituzione», aggiunge. E inevitabilmente si dovrà pensare anche ai costi che deriveranno da questo intervento.
Le vele torneranno, insomma, e saranno visibili anche per tutto il 2023: «C’è stato un lavoro di progettazione per le vele, abbiamo scelto la foto, i colori, il logo: abbiamo studiato tutto con il grafico perché la resa fosse la migliore. E in via Mazzini le abbiamo fissate a quell’altezza perché fossero ben visibili, perché la città si accorgesse dell’iniziativa. Altrove le abbiamo installate ad altezze superiori. Continuo a chiedermi: ma perché sono state strappate? Bianciardi è stato un punto di riferimento trasversale per tutta la comunità». In attesa della sostituzione, le vele sono state rimesse in sesto con un intervento provvisorio, delle grappette che hanno ricostruito l’unitarietà dello stendardo permettendone la visibilità e la leggibilità. La “ferita” è visibile ma soltanto da vicino.
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