Il Tirreno

Grosseto

Il caso

«Farmaco ospedaliero introvabile». l’odissea di un paziente diabetico

di Matteo Scardigli
Confezione e “penna” di Xultophy
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Confezione e “penna” di Xultophy

«Al bancone ogni volta non mi possono garantire che ci sarà il rifornimento»

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GROSSETO.  «Non esiste che per trovare un farmaco ospedaliero necessario per vivere un paziente debba fare il giro delle farmacie e sentirsi rispondere che “non è garantito”». Si sfoga così Vincenzo Galati, 65enne residente da 40 anni a Grosseto con la moglie, anche lei bisognosa di farmaci specifici.

«Ho scoperto di essere diabetico nel 2017 e mi serve particolare tipo di insulina: la Xultophy», premette l’uomo, che poi spiega: «Più o meno da febbraio-marzo, all’ospedale Misericordia non è più possibile ottenere il piano terapeutico. Bisogna farsi fare la ricetta semestrale dal proprio dottore e poi andare in farmacia a ritirare il medicinale, il cui approvvigionamento è però gestito dalla farmacia ospedaliera».

Il piano terapeutico – si legge sul sito del ministero – è di competenza dell’Aifa (agenzia italiana del farmaco) e consente di limitare l’uso a quei farmaci ritenuti essenziali per singola patologia e rimborsabili da parte del Ssn (servizio sanitario nazionale) e inoltre di garantire al paziente la continuità terapeutica ospedale-territorio.

Ma «la singola farmacia non può assicurare l’arrivo del farmaco», deve constatare Galati, che spiega ancora: «È la farmacia ospedaliera a stabilire il quantitativo di farmaco di cui un malato deve disporre: nel mio caso, di “penne” per le iniezioni. Quindi non posso fare scorta, e se mi cade una “penna” per avere il ricambio tocca andare a “giustificarsi”».

La peculiare situazione dell’uomo è accentuata dal fatto che «a Grosseto città siamo in pochi a utilizzare questo farmaco, quindi ho capito che l’ospedale non ne compra un grande quantitativo. Con il risultato che – ripete – ogni volta che sto per finire quello che mi è rimasto devo fare il giro delle farmacie sperando che qualcuna ce l’abbia». E con il rischio di sottrarlo, in una “guerra tra malati”, a qualcun altro che ne ha bisogno quanto lui.

E Galati conclude: «Asl specula su chi sta male. Spero che, dopo questa mia segnalazione, altri nelle mie condizioni (anche con altre patologie) facciano altrettanto; per risolvere la situazione».

La risposta del dottor Fabio Lena, direttore del Dipartimento del farmaco Asl Tse: « I farmaci sono sempre garantiti nei tempi di approvvigionamento normali. Ci sono è vero dei prodotti farmaceutici a più bassa circolazione e con scorte limitate, ma questo non comporta un ritardo nella loro consegna al momento in cui vengono richiesti. Se poi per una eventualità o urgenza un paziente non trova il farmaco di cui ha bisogno può sempre rivolgersi alla farmacia dell'ospedale».




 

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